Zannini rischia il carcere, i fratelli Griffo il divieto di dimora: tutti i dettagli

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Zannini rischia il carcere, i fratelli Griffo il divieto di dimora: tutti i dettagli

Nel quadro di un’indagine riguardante finanziamenti pubblici destinati al settore lattiero‑caseario, emergono elementi che coinvolgono Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia, e i fratelli Luigi e Paolo Griffo della Spinosa Spa. Le autorità hanno richiesto misure cautelari mirate: esito probatorio di tipo cautelare per il politico e divieto di dimora per i due imprenditori. L’udienza preliminare prevede un interrogatorio preventivo, atteso dopo la recente modifica normativa introdotta dal ministro Nordio, per valutare se esistano gli estremi per l’applicazione dei provvedimenti.

caso spinosa: inchiesta, misure richieste e percorso procedurale

reati contestati e ambiti d’indagine

Secondo i capi d’accusa, i capi di imputazione includono concussione, corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso, truffa aggravata per l’erogazione di risorse pubbliche e lavori in difformità o privi di permesso di costruire. L’indagine, affidata ai carabinieri di Aversa e coordinata dai pubblici ministeri Urbano e Cozzolino, si concentra su un’operazione di Spinosa per la realizzazione di un mega caseificio a Cancello ed Arnone finanziata con fondi Invitalia, in una zona inclusa nella Rete Natura 2000.

dinamiche politiche e ruolo istituzionale

Secondo l’accusa, Zannini, all’epoca presidente della Commissione Ambiente, avrebbe utilizzato l’influenza istituzionale per facilitare una procedura ambientale che avrebbe potuto compromettere l’erogazione del finanziamento. Dopo aver ricevuto un diniego dall’ufficio regionale in merito alla procedura ambientale, si sarebbe orientato verso una strategia alternativa per aggirare l’ufficio competente.

iter amministrativo e iter procedurale

La ricostruzione descrive una fase di adesione alla gestione associata delle funzioni ambientali tra i Comuni di Cancello ed Arnone e Castello del Matese, con la Regione che, tra agosto e ottobre 2023, definisce la delega all’Ente locale interessato. Secondo l’accusa, la commissione ambientale di Castello del Matese avrebbe omesso un’istruttoria tecnica adeguata e avrebbe presentato un parere, il 17 novembre 2023, di non soggettività a Vinca sulla base di documentazione ritenuta non veritiera. L’esito ha permesso lo sblocco della procedura e, nel giugno 2024, è stato stipulato un contratto di finanziamento per oltre 13 milioni di euro, con anticipazioni di quasi 4 milioni di euro. A settembre 2024, Spinosa Spa relatava un avanzamento lavori pari a circa l’80 per cento dell’investimento.

In questa cornice, l’ipotesi accusatoria includerebbe che Zannini, per proteggere l’operazione, avrebbe accettato la possibilità di un’utilità indebita da parte dei Griffo, associata al noleggio di uno yacht utilizzato dal politico e da familiari e dall’imprenditore Alfredo Campoli, con un valore indicato in alcune fasi oltre i 7.000 euro e restituito solo dopo la formale notifica di indagine.

Altri figure coinvolte nella vicenda, in quanto tecnici che avrebbero contributo alla predisposizione della documentazione ambientale ritenuta non veritiera, sono indagate ma non è stata avanzata richiesta di misure cautelari nei loro confronti.

Il quadro si completa con la contestazione rivolta a Luigi e Paolo Griffo per l’inosservanza della normativa ambientale e l’edificazione del caseificio senza una preventiva Valutazione di incidenza ambientale, circostanza che potrebbe rendere nulli i permessi di costruire rilasciati dal Comune di Cancello Arnone. La struttura risulta per ora sottoposta a sequestro, confermato dalla suprema corte in corso di verifica.

La situazione resta soggetta all’esame dell’autorità giudiziaria, che dovrà distinguere tra atti compiuti nell’ambito delle funzioni pubbliche e eventuali respons­abilità penali, con gli indagati che restano fondamentalmente innocenti fino a pronuncia definitiva.

accanto a questi profili, l’inchiesta ha coinvolto un gruppo di tecnici incaricati della redazione della documentazione ambientale, i cui nomi sono parte dell’indagine e che non hanno ricevuto misure cautelari.

i prossimi passaggi prevedono l’interrogatorio preventivo fissato per il 4 febbraio, al termine del quale il giudice valuterà se sussistano gli elementi per disporre misure cautelari ulteriori o confermare la non necessità di altre restrizioni.

Questo scenario delineato dalle procure e dalle parti coinvolte restituisce un quadro articolato di tensioni tra procedure ambientali, finanziamento pubblico e dinamiche politiche legate all’ottenimento di risorse strategiche per lo sviluppo economico locale.

persone coinvolte

  • Giovanni Zannini
  • Paolo Griffo
  • Luigi Griffo
  • Raffaele Ambrosca
  • Simona Brancaccio
  • Alfredo Campoli
  • Flora Cirelli
  • Daniele Braccini
  • Salvatore Perfetto
  • Giancarlo Andolfo
  • Luigi Pilotti
Giovanni Zannini e Paolo Griffo

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