Tutti i nomi e le foto: 17 arresti nel clan Amato-Pagano di Arzano dopo l’omicidio di Coppola nella 167

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Tutti i nomi e le foto: 17 arresti nel clan Amato-Pagano di Arzano dopo l’omicidio di Coppola nella 167

Una operazione ad alto impatto nel territorio nord di Napoli ha portato all’esecuzione di provvedimenti restrittivi contro un gruppo ritenuto legato a dinamiche criminali strutturate e radicate. Ad Arzano, i carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare che mira a colpire responsabilità considerate gravemente indiziate, con l’obiettivo di interrompere un presunto sistema capace di mantenere equilibri e controllo anche in condizioni di pressione giudiziaria.

arresti clan amato-pagano ad arzano: operazione dei carabinieri

Ad Arzano, i carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di castello di cisterna, operanti su delega della direzione distrettuale antimafia di napoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone residenti ad Arzano e nei comuni limitrofi. Le ipotesi indicate dagli investigatori riguardano, a vario titolo, associazione mafiosa, estorsione aggravata, detenzione illegale di armi e omicidio volontario.

Il quadro investigativo si colloca nel contesto degli equilibri criminali dell’area nord di Napoli, con un focus particolare su Arzano e sui comuni confinanti. Secondo l’impostazione accusatoria, l’organizzazione avrebbe continuato a esercitare un controllo capillare sul territorio anche dopo arresti e detenzioni considerate rilevanti.

racket delle estorsioni e controllo interno del clan

Al centro dell’indagine emerge un meccanismo ritenuto consolidato: il racket delle estorsioni. Secondo gli inquirenti, l’attività non avrebbe avuto soltanto la funzione di garantire il sostentamento del gruppo sul territorio, ma avrebbe contribuito anche al mantenimento degli equilibri interni alla cosca.

mesata: contributo economico per affiliati detenuti

Una parte dei proventi illeciti sarebbe stata destinata al pagamento della cosiddetta “mesata”, indicata come contributo economico per gli affiliati detenuti e per le loro famiglie. La ricostruzione investigativa attribuisce al flusso di denaro il ruolo di linfa vitale per preservare la compattezza dell’organizzazione nei periodi di maggiore pressione giudiziaria.

Per la Dda, questo passaggio risulta determinante perché mostrerebbe come il gruppo non avrebbe agito solo nella fase di sopravvivenza, ma avrebbe continuato a esercitare potere e influenza tramite una struttura economica parallela.

direttive a distanza: vertici del clan in carcere

Uno degli elementi più rilevanti dell’inchiesta riguarda la presunta capacità dei vertici dell’organizzazione di conservare il controllo anche durante lo stato di detenzione. Gli investigatori indicano Giuseppe Monfregolo e Renato Napoleone come figure in grado di mantenere la gestione delle attività.

coordinamento delle attività estorsive nonostante la reclusione

Secondo l’accusa, pur reclusi, entrambi avrebbero continuato a impartire direttive agli affiliati liberi. In questo modo sarebbe rimasto attivo il coordinamento delle attività estorsive e delle dinamiche interne al gruppo.

La ricostruzione evidenzia quindi un modello criminale “a distanza”, ritenuto indicativo della solidità della struttura e della sua capacità di adattamento alle misure restrittive.

legge del pizzo totale e omicidio di rosario coppola

L’indagine non si limita all’aspetto economico delle estorsioni. Nel perimetro accusatorio emerge, per Arzano, l’applicazione della “legge del pizzo totale”, descritta come sistema di controllo sul territorio.

omicidio di rosario coppola: scambio di persona secondo l’accusa

Tra i capitoli più delicati ricostruiti dagli investigatori rientra l’omicidio di Rosario Coppola, imbianchino di 52 anni, ritenuto estraneo alla criminalità. L’uomo sarebbe stato ucciso il 4 febbraio dello scorso anno.

Secondo l’ipotesi accusatoria, l’evento sarebbe stato determinato da un caso di scambio di persona: un omicidio nato all’interno di tensioni criminali ma che avrebbe colpito la vittima errata.

agguato e coinvolgimento di salvatore sasi romano e armando lupoli

Gli esecutori indicati per l’agguato sarebbero Salvatore Sasi Romano e Armando Lupoli. Armando Lupoli sarebbe stato ucciso un mese dopo da killer non ancora individuati.

La lettura degli investigatori attribuisce a questo episodio la capacità di descrivere la pericolosità degli equilibri criminali presenti sul territorio, dove le azioni violente potrebbero nascere da dinamiche rapide, confuse e letali.

custodia cautelare: elenco delle persone coinvolte e misure disposte

Il provvedimento firmato dal gip donatella bove del Tribunale di Napoli conferma e rinnova il decreto di fermo già disposto il 21 aprile dalla Dda nei confronti di undici soggetti. Il quadro cautelare viene ampliato fino a 17 indagati complessivi. Per ciascuno dei destinatari indicati è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

17 indagati in carcere secondo il provvedimento

Le misure cautelari riguardano Antonio Caiazza (alias Ac), Davide Pescatore (pale ’e fierro), Francesco Attrice (Francuccio ’o ferraro), Mattia Rea (detto ’o cinese), Pietroangelo Leotta (soprannominato ’o chiatto), Salvatore Romano (Sasi), Raffaele Silvestro, Giuseppe Monfregolo (’o guallarus), Renato Napoleone, Domenico Russo (’o mussuto all’anagrafe di camorra), Salvatore Bussola (detto scarulella), Mario D’Aria (Marittiello), Raffaele Alterio (Vavarone), Raffaele Piscopo (’o biondo), Giovanni Gambino, Antonio Alterio (’o sceriffo) e Andrea Olivello.

altri indagati a piede libero

Accanto ai soggetti destinatari della custodia in carcere, risultano indagati a piede libero altri tre soggetti: Salvatore Lupoli, Umberto Lupoli e Vittorio Scognamiglio.

persone citate nell’operazione

I nominativi legati ai presunti ruoli e agli episodi contestati sono:

  • Giuseppe Monfregolo (’o guallarus)
  • Renato Napoleone
  • Antonio Caiazza (alias Ac)
  • Davide Pescatore (pale ’e fierro)
  • Francesco Attrice (Francuccio ’o ferraro)
  • Mattia Rea (detto ’o cinese)
  • Pietroangelo Leotta (’o chiatto)
  • Salvatore Romano (Sasi)
  • Raffaele Silvestro
  • Domenico Russo (’o mussuto)
  • Salvatore Bussola (detto scarulella)
  • Mario D’Aria (Marittiello)
  • Raffaele Alterio (Vavarone)
  • Raffaele Piscopo (’o biondo)
  • Giovanni Gambino
  • Antonio Alterio (’o sceriffo)
  • Andrea Olivello
  • Salvatore Lupoli
  • Umberto Lupoli
  • Vittorio Scognamiglio
  • Rosario Coppola
  • Salvatore Sasi Romano
  • Armando Lupoli
  • Donatella Bove
Arresti Clan Amato-Pagano 15 maggio 2026
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