Truffe online dei Casalesi: 24 arresti per clonazione carte e conti svuotati

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Truffe online dei Casalesi: 24 arresti per clonazione carte e conti svuotati

Il fenomeno delle frodi informatiche legate al riciclaggio di proventi illeciti emerge attraverso una rete strutturata che opera tra l’Italia e altri Paesi, con l’obiettivo di drenare risorse destinandole a livelli centrali della criminalità organizzata. L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e supportata dalla Guardia di Finanza, ha portato all’emissione di misure cautelari significative e ha fatto luce su un sistema che collega attività informatiche illegali a una gestione finanziaria interna al clan.

frodi informatiche e riciclaggio nel clan casalesi

contesto investigativo e misure cautelari

Un’inchiesta di ampia portata ha fatto emergere un’organizzazione dedita al riciclaggio di proventi illeciti. L’indagine ha portato all’esecuzione di due misure cautelari in carcere a carico di soggetti considerati promotori e organizzatori delle attività criminose.

globi di reati informatici e modus operandi

Le frodi sono state realizzate attraverso accessi non autorizzati ai sistemi bancari e furto di dati sensibili, impiegando tecniche di phishing, smishing e contatti telefonici fraudolenti. Sono contestati 38 episodi di truffa ai danni di altrettante vittime italiane, per un importo totale di circa 800.000 euro, di cui una porzione consistente finita a sostegno del clan.

percorsi e flussi di denaro

Il meccanismo prevedeva inizialmente invii di messaggi apparentemente provenienti dall’istituto di credito, per poi indurre le vittime a effettuare bonifici istantanei verso conti riconducibili all’organizzazione. In un secondo schema, la duplicazione fraudolenta della SIM permetteva di ottenere codici temporanei per l’accesso all’home banking e l’esecuzione di bonifici rapidi. Il denaro veniva poi trasferito su conti diversi, anche esteri, prelevato in contanti o convertito in criptovalute per ostacolarne la tracciabilità. Secondo la Direzione Distrettuale Antimafia, oltre il 40% dei proventi illeciti veniva destinato a esponenti del clan per finanziare le attività e sostenere le famiglie dei detenuti.

protagonisti coinvolti – tra i nomi emersi dall’indagine compaiono numerosi soggetti. Di seguito un inquadramento sintetico dei principali protagonisti.

  • Pasquale Corvino
  • Angela Turco Cirillo
  • Giovanni Pellegrino
  • Gabriele Pellegrino
  • Salvatore Papale
  • Sossio Sorrentino
  • Nicky Accetta
  • Francesco Di Guida
  • Marina Rovolano
  • Nicola Sergio Kader
  • Sergio Sigillo
  • Raffaele Pianese
  • Guido Pagano
  • Antonio Pagano
  • Alfonso Neri
  • Aniello D’Onofrio
  • Giuseppe Martino
  • Antonio Luongo
  • Nicola Picone
  • Mario Di Meo
  • Salvatore Iovinella
  • Stefano Bruno
  • Rosa Tessitore
  • Ester Oliva
  • Vincenzo D’Angelo

Le operazioni illegali hanno interessato il periodo gennaio 2018 – dicembre 2023, con un volume di bonifici superiore a 766.000 euro. A fronte di ciò, sono stati registrati > 143.000 euro in prelievi, oltre 167.000 euro trasferiti verso conti esteri e oltre 15.000 euro investiti in criptovalute come i bitcoin. Tra i difensori citati nel contesto dell’indagine figurano gli avvocati Ferdinando Letizia, Francesco Parente, Mirella Baldascino e Luigi Marrandino.

Pasquale Corvino, Vincenzo D'Angelo e Nicola Sergio Kader

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