Terra dei fuochi ad acerra, mons. antonio di donna invita alla preghiera per le vittime e ammonisce i responsabili

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Terra dei fuochi ad acerra, mons. antonio di donna invita alla preghiera per le vittime e ammonisce i responsabili

Un passaggio denso e urgente, pronunciato durante una visita nella cattedrale cittadina, ha riacceso i riflettori sulla questione ambientale legata alla Terra dei Fuochi. Il vescovo di Acerra, Mons. Antonio Di Donna, nel messaggio di saluto rivolto in Cattedrale di Santa Maria Assunta, ha collegato la memoria del dolore collettivo a un appello alla coscienza, alla preghiera e alla responsabilità, con richiami espliciti al male provocato e al rischio che simili tragedie possano ripetersi.

Le parole del presule si sono sviluppate come memoria penitenziale: un riconoscimento del danno subito dal territorio e un invito a chiedere perdono, senza sottrarsi al racconto di ciò che è accaduto, pur nei limiti del tempo previsto per il saluto.

messaggio del vescovo di acerra e richiamo alla “terra dei fuochi”

Nel corso della visita, Mons. Antonio Di Donna ha scelto di inserire la questione della “Terra dei Fuochi” in un quadro spirituale e comunitario. Il vescovo ha affermato che sarebbe stato troppo lungo ricostruire ogni accadimento, ma ha sostenuto la necessità di farlo comunque, come memoria penitenziale e come richiesta di perdono al Signore per il male che è stato provocato.

Il riferimento non si è fermato alla sola dimensione storica: è emersa anche la volontà che ciò che è accaduto non accada mai più. L’intervento ha collegato il tema ambientale a una chiamata morale, con un ammonimento rivolto a chi continua a inquinare.

l’origine del dramma ambientale negli anni ottanta

Il vescovo ha indicato come punto di partenza gli anni ’80, quando, secondo quanto riferito nel messaggio, industriali del nord avrebbero smaltito grandi quantità di rifiuti tossici illegalmente. La ricostruzione parla di numeri molto elevati, descritti come centinaia di migliaia.

In questo modo, secondo il racconto presentato, i criminali avrebbero ottenuto guadagni, mentre sarebbero stati risparmiati gli industriali corrotti. Le parole hanno sottolineato l’esistenza di una situazione strutturale, non circoscritta a singoli episodi.

complicità, corruzione e acerrra come simbolo del sacrificio delle periferie

Nel messaggio è stata richiamata l’emersione, dalle indagini, di una fitta rete di complicità. Acerra, in tale prospettiva, è stata descritta come simbolo del dramma denominato “Terra dei Fuochi”, con un riferimento diretto alle periferie sacrificate per il vantaggio di pochi.

Il quadro delineato ha posto al centro il costo umano della vicenda: sono state menzionate tante vite spezzate prematuramente, indicandole come conseguenza di un processo che ha lasciato ferite profonde sul territorio.

richiesta di preghiera, incoraggiamento e ammonimento per chi inquina

Le conclusioni del messaggio hanno mantenuto un taglio insieme comunitario e morale. È stata formulata una richiesta di preghiera e una parola di incoraggiamento rivolta a chi ha perso un familiare.

Allo stesso tempo è stato rivolto un ammonimento severo a chi continua ad inquinare. Il vescovo ha collegato la dimensione legale a quella religiosa: la richiesta di conversione è stata presentata come necessità perché il comportamento non sia solo reato, ma anche peccato che “chiede vendetta” alla presenza di Dio.

figure citate nel messaggio

  • Mons. Antonio Di Donna
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Categorie: Cronaca

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