Suicidio a Napoli, la storia di Maria Carmela ’incidente sul lavoro alla scelta di farla finita

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Suicidio a Napoli, la storia di Maria Carmela ’incidente sul lavoro alla scelta di farla finita

Un incidente sul lavoro ha stravolto completamente l’esistenza di Maria Carmela D’Angelo, 58 anni, e la necessità di affrontare un percorso di chirurgia estetica per recuperare il volto alterato ha segnato l’epilogo di una storia personale segnata dal dolore e dalla paura. La sua decisione di togliersi la vita ha lasciato una ferita profonda nella famiglia e in chi la conosceva, soprattutto a Roccadaspide, dove la pasticceria rappresentava il centro della vita quotidiana.

Maria Carmela D’Angelo e il dramma dopo l’incidente sul lavoro

La vicenda ha avuto origine a Roccadaspide, nel Cilento, dove Maria Carmela D’Angelo gestiva un’attività tutta sua, una pasticceria che svolgeva con passione e dedizione. Il 21 maggio scorso, durante il lavoro, si è verificato il dramma: la donna sarebbe stata travolta da una fiammata sprigionatasi a causa dell’olio bollente presente sul fuoco. L’incidente ha causato ustioni profonde in diverse parti del corpo, trasformando in modo improvviso una giornata di lavoro in un evento irreparabile.

ricovero al Cardarelli e percorso di cura

Dopo l’accaduto, Maria Carmela D’Angelo è stata trasportata in eliambulanza all’ospedale Cardarelli di Napoli, nell’area dedicata ai Grandi Ustionati. Nei giorni successivi, i sanitari l’hanno dichiarata fuori pericolo di vita, avviando così la seconda fase delle cure. In prospettiva, era previsto un insieme di trattamenti estetici da affrontare in un momento successivo, con l’obiettivo di coprire e mitigare la sofferenza legata al volto trasfigurato.

la scelta di togliersi la vita nel reparto Grandi Ustionati

Nonostante la fase di stabilizzazione clinica, Maria Carmela D’Angelo non ha retto al peso emotivo e fisico della situazione. La donna si è tolta la vita gettandosi dal terzo piano del reparto Grandi Ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. La dinamica dell’atto ha fatto emergere un dolore che nessuno può misurare fino in fondo, lasciando un vuoto immediato e devastante tra i familiari e le persone più vicine.

il legame con la famiglia e con il lavoro in pasticceria

Maria Carmela D’Angelo era sposata e aveva due figli. In pasticceria lavorava anche il fratello, con il quale era molto legata. La morte rappresenta, quindi, non solo la fine di una vita, ma anche la rottura di un equilibrio quotidiano costruito su affetti e lavoro. Le persone coinvolte descrivono un legame profondo, presente nell’attività di ogni giorno e nella rete di relazioni che ruotava attorno alla pasticceria.

rispetto per i familiari e il futuro dei figli

La vicenda lascia la famiglia sotto choc e coinvolge amici, conoscenti e l’intero territorio che seguiva Maria Carmela D’Angelo con affetto e riconoscimento. In questa fase centrale emerge l’esigenza di mantenere silenzio e rispetto nei confronti dei cari, per preservare la dignità di un dolore così delicato. Per i figli, il futuro si apre senza il supporto di una madre e senza la presenza di una figura guida nel nucleo familiare.

persone menzionate

Maria Carmela D’Angelo; i due figli; il fratello.

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Categorie: Cronaca

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