Stellantis accelera, indotto in frenata: pomigliano leader del futuro, ma servono trasnova e tiberina

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Stellantis accelera, indotto in frenata: pomigliano leader del futuro, ma servono trasnova e tiberina

Il progetto E-Car avviato da Stellantis nello stabilimento di Pomigliano d’Arco accende i riflettori su una possibile nuova fase per l’industria automobilistica del territorio. Al cuore dell’iniziativa c’è un’idea orientata alla produzione di massa di vetture elettriche economiche e compatte, pensate per il mercato europeo. Per i sindacati, questo passaggio può diventare un fattore decisivo per il lavoro, ma allo stesso tempo mette in evidenza la condizione critica dell’indotto, chiamato a confrontarsi con una transizione tutt’altro che lineare.

progetto e-car stellantis pomigliano: citycar elettrica e obiettivi per il mercato europeo

Il progetto E-Car nasce con una finalità industriale chiara: rilanciare sul mercato europeo vetture elettriche di piccola cilindrata, con caratteristiche pensate per restare accessibili. La proposta si configura come un ampliamento dell’offerta in affiancamento all’attuale produzione della Pandina, introducendo una citycar elettrica compatta.

Secondo quanto riportato dai sindacati, la nuova piattaforma avrebbe la possibilità di garantire la piena occupazione a regime. In questo quadro, Pomigliano d’Arco viene confermata come punto di riferimento per la produzione di auto popolari destinate all’Europa, con l’obiettivo di coprire un segmento rimasto in parte scoperto: quello delle auto elettriche accessibili.

Il progetto viene descritto anche in termini economici: l’orizzonte di costo indicato si colloca attorno ai 15 mila euro, con l’intento di trasformare la transizione elettrica in un percorso sostenibile anche sul piano industriale.

e-car e piattaforma stla small: partnership leapmotor e confronto con la concorrenza

Nel progetto E-Car sono citati due elementi centrali: la partnership con Leapmotor e l’utilizzo della piattaforma STLA Small. L’obiettivo dichiarato è rendere il prodotto competitivo in un contesto in cui produrre auto elettriche a costi contenuti in Europa rappresenta una delle sfide industriali più complesse.

Nel merito, viene evidenziato che la differenza rispetto alla concorrenza, indicata come particolarmente agguerrita sul fronte tecnologico e dei costi, dovrebbe passare attraverso un lavoro di avvicinamento strutturale. L’approccio descritto mira a ridurre il divario rispetto ai competitor, mantenendo allo stesso tempo la sostenibilità industriale e la marginalità per il gruppo.

La linea interpretativa sindacale sottolinea la necessità di un percorso concreto di recupero, coerente con la pressione esercitata dalla concorrenza cinese sia sulle scelte tecnologiche sia sulla struttura dei costi di produzione.

indotto sotto pressione: trasnova e tiberina tra ammortizzatori sociali e timore di nuove ricadute

Se l’annuncio del progetto E-Car viene inquadrato come una boccata d’ossigeno per il futuro industriale, la parte più delicata riguarda l’indotto. Nel racconto sindacale emergono due casi considerati emblematici: Trasnova e Tiberina.

trasnova: revoca dei licenziamenti e cassa integrazione a zero ore fino a dicembre 2026

Per quanto riguarda Trasnova, dopo la revoca dei licenziamenti, i lavoratori continuerebbero a essere in cassa integrazione a zero ore fino a dicembre 2026. In questo scenario, l’azione sindacale viene presentata come orientata a evitare l’uscita definitiva e a costruire sbocchi occupazionali.

La Fismic, secondo quanto riportato, avrebbe lavorato per evitare i licenziamenti e continuerebbe a insistere affinché si concretizzino opportunità di impiego per i lavoratori collegati alle realtà SIA e Napoliuno.

tiberina: crisi strutturale, poche commesse e rischio ripetizione dello scenario di melfi

La Tiberina viene descritta come un’altra ferita aperta per l’indotto, con il timore che la crisi possa estendersi. Nel quadro illustrato, l’azienda sarebbe coinvolta da una crisi strutturale del settore automotive. Particolare attenzione viene posta su quanto accaduto a Tiberina Melfi, dove, nonostante l’arrivo di nuovi modelli per lo stabilimento lucano di Stellantis, sarebbero arrivate poche commesse.

Il dato richiamato indica che le commesse ottenute avrebbero permesso di saturare soltanto circa quaranta lavoratori. Da qui nasce il timore che, anche a Pomigliano, la disponibilità di lavoro possa risultare insufficiente a garantire l’occupazione.

autmotive campano e istituzioni: costo dell’energia e del lavoro come leve per attrarre investimenti

Il futuro dell’automotive in Campania viene descritto come una partita da giocare su più fronti. Da un lato c’è l’opportunità legata alla transizione elettrica; dall’altro persistono le criticità che incidono sull’ecosistema industriale locale.

Viene sottolineata la capacità dello stabilimento Giambattista Vico di esprimere da anni performance produttive considerate tra le migliori in Europa. Al tempo stesso, viene ricordato il contributo formativo presente nel territorio: un’università con 800 anni di storia, descritta come fucina di talenti che possono incidere durante una fase di trasformazione del settore.

appello della fismic alle istituzioni: fare sistema e intervenire su energia e lavoro

La richiesta rivolta alle istituzioni è sintetizzata nell’esigenza di fare sistema e di individuare misure capaci di mitigare il costo dell’energia e del lavoro. Questi due elementi vengono indicati come criticità decisive che rendono il territorio meno attrattivo rispetto agli investimenti imprenditoriali.

L’appello mira a trasformare la speranza legata ai nuovi modelli in un percorso capace di produrre effetti reali e duraturi, collegando la ripartenza dello stabilimento alle condizioni necessarie per reggere la competizione.

giuseppe raso fismic confsal: indicazioni su futuro, occupazione e tutele

Le posizioni riportate vengono attribuite a Giuseppe Raso, Segretario Nazionale di Fismic Confsal, che chiarisce aspettative e punti critici del quadro industriale, collegando il progetto E-Car alla tenuta occupazionale e alla tutela dei lavoratori dell’indotto.

  • Giuseppe Raso (Fismic Confsal)
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