Stangata per Mezzero e Diana: Estorsioni e Clan dei Casalesi

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Stangata per Mezzero e Diana: Estorsioni e Clan dei Casalesi

Un verdetto emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere disegna i contorni di un’inchiesta legata alle dinamiche interne del clan dei Casalesi. In tarda serata sono stati pronunciati i giudizi a carico di due residenti della zona che avrebbero operato, a vario titolo, all’interno della rete criminale, contribuendo a consolidare ruoli e incarichi tra le fila del gruppo. L’esito della vicenda arriva al termine di un processo che ha approfondito i rapporti tra estorsioni, contatti con imprenditori e responsabilità nell’organizzazione mafiosa.

condanne per associazione mafiosa nel casertano

Alessandro Mezzero, difeso dall’avvocato Angelo Raucci, è stato giudicato responsabile del reato di associazione mafiosa. Secondo l’imputazione, avrebbe affiancato stabilmente lo zio Antonio, rappresentandolo in incontri con altri soggetti criminali, partecipando alle decisioni strategiche del gruppo e avvicinando imprenditori destinatari di richieste estorsive. A suo carico erano contestati anche un tentativo di estorsione per agevolare l’ingresso del boss nella gestione di un autolavaggio a Curti e una tentata estorsione nei confronti di un imprenditore di Villa Literno impegnato in lavori edilizi a San Prisco. Per Mezzero sono state applicate le attenuanti generiche in parità con le aggravanti.

Giovanni Diana, assistito dagli avvocati Paolo Caterino e Carmine Irace, è stato ritenuto anch’egli responsabile dell’associazione mafiosa. È indicato dagli inquirenti come referente del clan per l’area di Sant’Andrea del Pizzone. A Diana è stata attribuita anche una tentativa di estorsione, riferita alla compravendita di un capannone industriale nella zona di Francolise; tuttavia, secondo i giudici, non è emersa la prova che tale episodio fosse finalizzato al controllo economico mafioso del territorio. Entrambi gli imputati hanno optato per il rito abbreviato condizionato, ottenendo uno "sconto" rispetto alle richieste avanzate in sede di requisitoria, che erano rispettivamente di dodici e dieci anni.

Nel corso del procedimento sono giunte anche sentenze di primo grado per altri soggetti che avevano scelto il rito abbreviato secco: Antonio Mezzero è stato condannato a 14 anni per associazione mafiosa, e Carlo Bianco a 5 anni per estorsione. Prosegue, invece, il dibattimento ordinario per Giuseppe Diana e Vincenzo Addario, chiamati a rispondere di estorsione. Tutti gli imputati restano inizialmente innocentissimi fino a prova contraria.

protagonisti e riferimenti nel procedimento

Nella ricostruzione emergono figure chiave legate al contesto investigativo.

  • Alessandro Mezzero
  • Giovanni Diana
  • Antonio Mezzero
  • Salvatore Nobis detto Scintilla
  • Michele Zagaria
Alessandro Mezzero e Giovanni Diana

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