Scoperto il patto tra clan: 71 arresti e 187 indagati nella guerra di camorra
All’alba Napoli è stata interessata da un’azione investigativa di ampia portata contro strutture criminali radicate nel tessuto urbano. Le forze dell’ordine hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare, volti a spezzare un sistema di potere esteso tra vicoli storici e quartieri centrali. Il quadro operativo ha portato all’arresto di settantuno** arresti e alla contestazione di 187 indagati, configurando un momento cruciale nella lotta ai gruppi criminali che hanno accompagnato la camorra locale negli ultimi anni. L’intervento ha mirato a intercettare la catena decisionale dei due principali cartelli, i Mazzarella e l’Alleanza di Secondigliano, comprendente i clan Contini, Mallardo e Licciardi.
arresti camorra napoli 2026 e sequestro di beni
La Direzione Distrettuale Antimafia ha coordinato l’indagine, che ha messo a sistema una geografia del male delineando ruoli chiave: capi, reggenti e uomini di fiducia all’interno dei clan Contini e Savarese-Pirozzi. Il centro storico è emerso come terreno suddiviso in segmenti controllati, dove ogni vicolo e piazza è risultato affidato a un referente. La forza operativa si è concretizzata anche nell’impegno a ostacolare la disponibilità di armi, emersa durante intercettazioni che hanno rivelato un arsenale diffuso e pronto all’uso.
dinamiche territoriali e strutture dei clan
Le indagini hanno evidenziato come la rete criminale si organizzi attorno a modelli gerarchici precisi: capo, reggente e soldati impegnati in una gestione capillare delle attività illecite. Il controllo si estende oltre i confini campani, con un tessuto economico che alimenta estorsioni, commercio di droga e una rete di conti e assetti aziendali.
perquisizioni, reperti e ricadute economiche
Durante le operazioni sono stati rinvenuti beni di valore tra cui borse griffate, gioielli, orologi di lusso e bottiglie di champagne di pregio. Accanto a tali beni, sono stati sequestrati contanti, cambiali e libri contabili degli stipendi agli affiliati. Il sequestro ha interessato conti correnti, immobili di pregio e aziende con ramificazioni nelle regioni settentrionali, segnando una riduzione significativa delle disponibilità finanziarie delle insegne criminali.
riflessi sull’ordine pubblico e sul tessuto urbano
L’intervento ha decapitato i vertici e ristretto l’ossigeno economico ai clan, contribuendo a un sollievo temporaneo per la comunità. Nonostante la presa di coscienza della dinamica criminale, resta presente una realtà segnata da dinamiche violente e da una guerra tra fazioni che ha provocato lutti e ferite sul territorio. Il fenomeno rimane oggetto di monitoraggio, con una necessaria continuità delle attività investigative e delle misure di controllo.
persone nominate nell’inchiesta
- Fabrizia Fiore
- Luca Rossetti
- Federica Colucci
- Simona Capasso
- Emanuele Durante
- Emanuele Tufano


