Scissionisti: il traffico di cocaina e kobret che riforniva la Campania
Una recente operazione di polizia ha portato all’arresto di 28 soggetti ritenuti vicini al gruppo Amato Pagano, offrendo una chiara evidenza di un sistema criminale profondamente radicato nel territorio. L’indagine descrive una rete capace di gestire traffici di droga su larga scala e di imporre la propria supremazia attraverso segnali di forza rivolti a rivali e contendenti, oltre a controllare i luoghi di riferimento per le attività illecite.
scampia: operazione di polizia legata al gruppo amato pagano
In particolare, le fasi investigative hanno messo in luce una piazza di spaccio attiva a Scampia, nell’area nota come Trentatré, che nel tempo è diventata un punto di riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti. La rete non si limitava alla vendita al dettaglio in strada, ma disponeva di un sistema di consegne a domicilio particolarmente efficiente, capace di raggiungere diversi quartieri della città e della periferia nord.
Le sostanze venivano recapitate direttamente ai clienti nelle zone di Chiaiano, Miano e Colli Aminei, a testimonianza di un’organizzazione ben strutturata in grado di muoversi rapidamente e di eludere i controlli. Stando alle risultanze investigative, il gruppo avrebbe gestito ingenti quantitativi di cocaina e kobret, destinati alle principali piazze di spaccio non solo a Napoli ma in gran parte della Campania.
scampia: rete logistica e dinamiche dell’attività
La dinamica operativa si fondava su una rete logistica collaudata con ruoli definiti tra chi gestiva gli ordini, chi effettuava le consegne e chi controllava il territorio, consentendo una rapida ricollocazione delle risorse e la continua presenza sul territorio.
ruoli chiave all’interno della rete
- gestione ordini
- coordinamento consegne
- controllo del territorio
- reperimento e distribuzione delle sostanze
scampia: piazze di spaccio e diffusione sul territorio
Il sistema investigativo ha evidenziato che le attività di droga non si concentravano solo a Napoli, ma raggiungevano anche altre aree della Campania, con una presenza capillare nelle principali piazze di spaccio nonché una rete di consegna che garantiva raggiungimento rapido dei destinatari. Le sostanze monitorate includono cocaina e kobret, distribuite in modo capillare tra i vari quartieri interessati dall’illecito commercio.
Questa operazione illumina una dinamica criminale in cui la gestione del territorio, la gestione logistica e la capacità di proiezione delle azioni dimostrano una stabilità operativa e una capacità di adattamento a eventuali prese di posizione delle forze dell’ordine, mantenendo al contempo una presenza persistente nelle aree considerate strategiche.
