Rischiano 22 anni i sodali di Mezzero

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Rischiano 22 anni i sodali di Mezzero

Nel contesto di un procedimento giudiziario in corso, emergono elementi che collegano due imputati a dinamiche criminali radicate nel territorio casertano. L’indagine ha individuato una rete operativa legata al clan dei Casalesi, con riferimenti familiari e contatti all’interno dell’organizzazione, e ha portato alla richiesta di pene significative per le accuse mosse.

contesto investigativo e protagonisti

Le attività investigative, affidate al Nucleo investigativo di Caserta e seguite dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno preso in esame il periodo successivo al ritorno in libertà di un affiliato di spicco, avvenuto nel 2022 dopo circa venticinque anni di detenzione. L’attenzione si è concentrata su Alessandro Mezzero, nipote del boss Antonio Mezzero, nonché su Giovanni Diana, originario di Casal di Principe e cognato di Salvatore Nobis detto Scintilla, figura di riferimento per il clan legato a Michele Zagaria.

Alessandro Mezzero, residente a San Prisco, risponde di associazione mafiosa e, secondo l’accusa, avrebbe raccolto incarichi per conto dello zio Antonio, partecipando a incontri con altri soggetti criminali, contribuendo alle strategie del gruppo e avvicinando potenziali vittime di estorsione. Giovanni Diana è indicato come referente del clan per l’area di Sant’Andrea del Pizzone e, insieme ad altri, è contestato per un tentativo di estorsione legato a una compravendita immobiliare nell’area di Francolise.

A Alessandro Mezzero viene attribuito anche un tentativo di estorsione finalizzato a favorire l’ingresso dello zio Antonio nella gestione di un autolavaggio a Curti, superando la concorrenza di imprenditori di Marcianise ai quali inizialmente era stato promesso l’affidamento. Un’ulteriore contestazione riguarda un tentativo di estorsione contro un imprenditore di Villa Literno impegnato nella ristrutturazione di abitazioni a San Prisco.

imputazioni principali

La posizione di entrambi gli imputati comprende associazione mafiosa e, in specifiche circostanze, tentativi di estorsione. Le descrizioni accusatorie riguardano i contatti, la definizione di strategie e l’avvicinamento di potenziali vittime nell’ambito di pratiche illecite legate al controllo territoriale e agli affari illeciti della rete criminale.

dinamiche processuali e riferimenti a sentenze

Il procedimento proseguirà tra due settimane, quando è attesa una sentenza. Diversi imputati hanno optato per il giudizio immediato, mentre Alessandro Mezzero e Giovanni Diana hanno scelto il rito abbreviato, ottenendo la forma condizionata con l’audizione di alcune persone offese indicate dalla Dda.

Nell’ambito del rito abbreviato secco è già arrivata la sentenza di primo grado per alcuni, tra cui Antonio Mezzero (condannato a 14 anni di reclusione per associazione mafiosa) e Carlo Bianco (condannato a 5 anni per estorsione). Restano invece a dibattimento Giuseppe Diana, 80 anni, di San Cipriano d’Aversa, e Vincenzo Addario, 60 anni, di Giugliano, entrambi rispondenti per estorsione.

processo e sviluppi futuri

La tornata processuale continuerà con l’esame delle parti offese e con le udienze programmate. La cornice tematica resta centrata sulle dinamiche di controllo del territorio e sulle operazioni estorsive attribuite agli imputati, con riferimento alle attività del clan dei Casalesi e alle figure che hanno operato nel contesto locale.

nominativi principali nel procedimento:

  • Alessandro Mezzero
  • Giovanni Diana
  • Antonio Mezzero
  • Salvatore Nobis detto Scintilla
  • Michele Zagaria
  • Carlo Bianco
  • Giuseppe Diana
  • Vincenzo Addario
Alessandro Mezzero e Giovanni Diana
Categorie: Cronaca

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