Rifiuta il pizzo euro: botte e raid punitivo per il titolare dell’autonoleggio di Mondragone

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Rifiuta il pizzo  euro: botte e raid punitivo per il titolare dell’autonoleggio di Mondragone

Un’operazione della polizia ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’area del litorale domizio, in un’indagine che contesta, a vario titolo, reati di estorsione, tentata estorsione e rapina, aggravati da modalità mafiose. Al centro dei fatti ricostruiti dalla magistratura e dagli investigatori figura un imprenditore di Mondragone, titolare di un autonoleggio, con una vicenda che si sviluppa in più fasi, culminata in azioni intimidatorie e in un episodio di sottrazione di un veicolo intestato a un familiare.

estorsione al titolare di un autonoleggio a mondragone: cinque arresti

La questura, insieme alle attività investigative coordinate dalla Dda di Napoli, ha ricostruito una presunta strategia estorsiva collegata a uomini ritenuti appartenenti o comunque vicini al clan Esposito, indicato come egemone a Bagnoli e nell’area flegrea. Cinque persone sono finite in carcere in seguito all’esecuzione all’alba dell’ordinanza emessa per responsabilità ritenute sussistenti, tra cui anche Massimiliano Esposito, soprannominato ’o scognato.

L’impianto accusatorio ruota attorno a una richiesta di risarcimento pari a 285.000 euro riferita a una supercar rimasta coinvolta in un incidente. Secondo la ricostruzione investigativa, la pretesa economica sarebbe stata sostenuta e fatta valere con pressioni progressive, fino a sfociare in un’azione diretta.

dda di napoli e squadra mobile: ricostruzione dell’inferno per l’imprenditore

L’inchiesta è stata condotta dalla Squadra mobile, diretta da Mario Grassia. Gli elementi raccolti avrebbero delineato un percorso fatto di raggiri iniziali, richieste di pagamento e un successivo passaggio all’intimidazione concreta, con l’obiettivo di ottenere somme di denaro legate a episodi collegati a veicoli e incidenti.

le tre fasi del procedimento: da documenti falsi al colpo nel piazzale

tentativo di raggiro con documenti falsi e colluttazione

La vicenda viene descritta come articolata in tre momenti critici. La prima fase riguarda un tentativo di inganno: un esponente del gruppo riconducibile a Bagnoli avrebbe provato a noleggiare un auto di lusso utilizzando documenti falsi. L’imprenditore, titolare dell’autonoleggio, avrebbe scoperto il tentativo e ne sarebbe nata una colluttazione.

il primo pagamento di 10.000 euro come risarcimento morale

La seconda fase viene ricondotta all’imposizione di un primo pagamento. Per l’offesa subita durante la lite, il clan avrebbe imposto il versamento di 10.000 euro in contanti, descritti come risarcimento morale. L’imprenditore, secondo la ricostruzione, sarebbe stato costretto a cedere e a pagare.

ricatto da 285.000 euro e spedizione punitiva nel piazzale

La terza fase riguarda il ricatto più consistente. Il gruppo avrebbe preteso il pagamento di 285.000 euro sostenendo che una Lamborghini incidentata da un cliente fosse di proprietà del boss. Gli accertamenti degli inquirenti indicano che non sarebbe emerso alcun legame documentale tra il veicolo e il clan.

Al rifiuto di corrispondere la somma richiesta, il gruppo avrebbe avviato una risposta diretta. Viene descritta una spedizione punitiva con uomini a bordo di scooter e auto, con i volti coperti, entrati nel piazzale dell’attività a Mondragone. L’azione si sarebbe tradotta nel portare via l’auto intestata a sua moglie.

identificazioni tramite video e presunzione di innocenza

Gli investigatori hanno analizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica. Seguendo i filmati lungo le vie di fuga tra Casertano e area flegrea, gli uomini di Mario Grassia sarebbero riusciti a identificare volti e mezzi utilizzati nell’azione attribuita al gruppo.

Nel quadro delle garanzie previste dall’ordinamento, viene precisato che, in applicazione del principio di presunzione di innocenza, gli indagati restano non colpevoli fino a un’eventuale sentenza definitiva.

i destinatari dell’ordinanza: massimiliano esposito e altri quattro

Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere compare il presunto capoclan Massimiliano Esposito, conosciuto con il soprannome di ’o scugnato. Con lui sono stati arrestati Lucio Musella, Alessio Caruso, Marco Zito e Francesco Grassi.

Persone coinvolte nell’ordinanza:

  • Massimiliano Esposito (’o scugnato)
  • Lucio Musella
  • Alessio Caruso
  • Marco Zito
  • Francesco Grassi

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