Raid di piombo a Cancello ed Arnone: sullo sfondo Salvatore Martire e Arzen

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Raid di piombo a Cancello ed Arnone: sullo sfondo Salvatore Martire e Arzen

Casal di Principe è al centro di una vicenda che mette in evidenza rancori sedimentati e una frattura tra due famiglie. Roberto Chianese è stato condannato a 10 anni di reclusione per il tentato omicidio di Luigi Dario Di Benedetto, avvenuto il 31 dicembre 2024. Le motivazioni della sentenza, firmate dal giudice Isabella Iaselli, non presentano una lettura univoca del movente e distinguono due ipotesi che emergono dall’atto di accusa.

roberto chianese condannato a 10 anni per tentato omicidio

il movente tra piste economiche e personali

la pista economica

Nella ricostruzione fornita dalla famiglia Di Benedetto, la dinamica dell’agguato sarebbe collegata a una vicenda estorsiva intrecciata con due figure presenti nel contesto: Salvatore Martire, noto come ’o Sapunaro, e Isaku Arzen, detto Michele l’albanese. Secondo le motivazioni, una richiesta di denaro sarebbe stata al centro del contesto, inizialmente 7.000 euro e poi una possibile contrattazione a 4.000 euro, legata a un Rolex che sarebbe stato perso o danneggiato. Per i Di Benedetto, la questione economica era la copertura di una finalità più ampia: ottenere denaro.

la storia delle chat

La difesa ha invece presentato una versione in cui il movente nasce da una controversia familiare alimentata da chat a sfondo sessuale tra un nipote dei Di Benedetto e una giovane appartenenza alla famiglia avversaria. Le chat, depositate in giudizio, sono indicate come base di episodi di intimidation: sguardi, tamponamenti, inseguimenti e diverbi che avrebbero contribuito all’escalation.

i fatti della notte del 31 dicembre 2024

In via Roma, nei pressi del negozio Elettro Planet, Alfonso Chianese, Roberto Chianese e Isaku Arzen avrebbero partecipato a un episodio che ha coinvolto la vettura della vittima. Secondo la ricostruzione, dopo un preludio di ritardi causati da veicoli in manovra, Alfonso Chianese si sarebbe avvicinato chiedendo 5.000 euro “per chiudere una situazione”; al diniego, avrebbe inciso sull’escalation, e Roberto Chianese avrebbe esploso tre colpi di pistola calibro 7,65 verso l’abitacolo, ferendo Di Benedetto. Il capo di imputazione attribuito a Roberto Chianese cita ferite multiple e l’assenza di una morte immediata per l’intervento medico, con contestazioni anche sull’elemento della premeditazione e sull’ipotesi di metodo mafioso.

la valutazione del giudice e la motivazione

Il giudice non aderisce a una lettura univoca del movente, ma ritiene più verosimile la pista legata al denaro rispetto a quella personale avanzata dall’imputato. L’assenza di un collegamento chiaro tra Chianese e gli altri due soggetti rende difficile confermare l’ipotesi economica come unica spiegazione; tuttavia, la ricostruzione dominante indica che l’imputato avrebbe pianificato l’azione movente sin dall’inizio. La sentenza sottolinea anche che la pistola acquistata presentava una matricola abrasa e che l’uso dell’arma risulta attribuito a Roberto Chianese. Martire e Arzen non sono coimputati, ma la loro presenza è descritta come parte integrante del contesto che ha preceduto lo scontro e le minacce.

la cornice: figure e contesto

Nel testo delle motivazioni, Martire e Arzen sono descritti come figure rilevanti per capire l’origine della tensione tra le famiglie, pur non risultando indagati per il tentato omicidio. La ricostruzione li colloca in relazione al contesto di pressione economica e alle minacce riferite, fenomeno che riemerge anche in altre vicende giudiziarie recenti riguardanti furti di mezzi agricoli. Non è esclusa l’ipotesi che l’indagine possa proseguire per chiarire ulteriormente il quadro entro cui si è consumato l’attacco.

prospettive future e sviluppi processuali

Pur la condanna pronunciata nei confronti di Roberto Chianese resti definitiva, l’attività investigativa potrebbe continuare per approfondire i contorni del contesto e il ruolo delle parti coinvolte. Le motivazioni richiamano la necessità di un inquadramento più ampio delle dinamiche estorsive e delle pressioni esercitate sui familiari, senza attribuire automaticamente responsabilità penali agli altri soggetti citati.

personaggi principali

  • Salvatore Martire ('o Sapunaro)
  • Isaku Arzen (Michele l’albanese)
  • Roberto Chianese
  • Luigi Dario Di Benedetto
  • Alfonso Chianese
  • Dario Luigi Di Benedetto
Salvatore Martire 'o sapunaro, Isaku Arzen, detto Michele l'albanese, e Roberto Chianese

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