Pomigliano capitale industriale del sud: Leonardo decolla, Avio vola, Stellantis affonda e la politica resta in silenzio

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Pomigliano capitale industriale del sud: Leonardo decolla, Avio vola, Stellantis affonda e la politica resta in silenzio

Pomigliano d’Arco torna al centro del confronto politico e sindacale con un evento dedicato alle prospettive produttive, allo sviluppo economico e alle sfide occupazionali legate al territorio, spesso richiamato come capitale industriale del Centro-Sud. L’iniziativa è stata promossa dal Gruppo Territoriale Movimento 5 Stelle e ha riunito istituzioni, sindacati e cittadini per affrontare nodi industriali e sociali connessi alle principali filiere presenti nell’area.

pomigliano polo industriale m5s: dibattito su produzione, occupazione e prospettive

La discussione, moderata da Pasquale Marrazzo in qualità di rappresentante del Gruppo Territoriale M5S di Pomigliano d’Arco, ha coinvolto esponenti istituzionali e del mondo del lavoro su un tema comune: la tenuta dell’apparato industriale locale e l’impatto delle scelte aziendali e della transizione tecnologica. Al tavolo hanno preso parte Fulvio Bonavitacola, assessore della Regione Campania con delega alle Attività produttive, e i segretari regionali delle principali sigle sindacali: Giuseppe De Francesco (Fim Cisl), Massimiliano Guglielmi (Fiom Cgil) e Ciro Cierro (Uilm Uil). Hanno partecipato anche Giuseppe Raso, segretario metropolitano della Fismic Confsal Napoli, oltre alla componente politica del Movimento 5 Stelle con la deputata Carmela Auriemma e il consigliere regionale Gennaro Saiello.

trasnova e cassa integrazione fino al 2026: la vertenza al centro

Un passaggio centrale dell’incontro ha riguardato la situazione dei lavoratori dell’indotto Trasnova, che hanno presentato una lettera aperta sulla condizione descritta come drammatica. La vertenza, avviata nel 2024, non ha prodotto al momento uno sbocco definitivo: i dipendenti risultano ancora collegati alla cassa integrazione, la cui durata è indicata fino a dicembre 2026. Nel corso degli interventi è stata ribadita l’importanza del lavoro e della dignità di chi, per anni, ha contribuito in modo determinante alla filiera di riferimento, collegata a Stellantis.

pomigliano tra automotive e aerospazio: analisi delle filiere industriali

Il polo di Pomigliano d’Arco viene descritto come un’area strategica per il Mezzogiorno, basata su due filiere considerate decisive: automotive e aerospazio. Durante il confronto è stata segnalata una fase di stabilità per Avio Aero, mentre emergono preoccupazioni legate alle incertezze che interessano Leonardo e Stellantis, con il timore che si generi una crisi non soltanto industriale, ma anche sociale.

Un punto operativo emerso dai relatori riguarda la necessità di fare squadra tra le regioni del Sud per costruire una strategia comune, accompagnata da una denuncia relativa all’assenza di una vera politica industriale nazionale.

stellantis e stabilimento giambattista vico: produzione e transizione elettrica

Lo stabilimento Giambattista Vico a Pomigliano viene indicato come il sito più produttivo d’Italia, con un livello che viene riportato come superiore a quello di realtà come Mirafiori e Cassino. La continuità operativa risulta collegata al fatto che il sito non risulta ancora coinvolto dalla transizione elettrica totale. Secondo quanto riferito, le linee sono trainate dalla produzione della Pandina a motore termico, con l’obiettivo che il mercato regga per i prossimi due anni, in attesa del potenziamento della tecnologia E-car entro il 2028.

Nel corso del dibattito è stato anche evidenziato che Stellantis starebbe progressivamente allontanando in Italia la ricerca e l’innovazione per assumere un profilo definito prevalentemente finanziario, con l’indicazione di una mancata osservanza del contratto collettivo nazionale. La ricaduta viene associata in modo diretto alla difficoltà dell’indotto qualificato della Campania.

trasnova al mimit e prospettive di assorbimento: manca la conclusione della fase

La vertenza Trasnova viene presentata come ormai di rilevanza nazionale e discussa presso il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per 18 mesi senza soluzioni definite. Sul calendario indicato dai partecipanti, restano circa 6 mesi all’ultimo periodo di cassa integrazione, fissato a dicembre 2026.

Nel confronto è stato segnalato che aziende come Napoliuno e Sia hanno manifestato interesse ad assorbire i lavoratori, ma viene sottolineata la necessità di concretizzare queste opportunità per impedire l’avvio di scenari di licenziamento di massa.

concorrenza estera e costi energetici: perché l’Italia fatica ad attrarre investimenti

Tra le cause della mancata attrazione di capitali da parte di grandi investitori, i relatori hanno richiamato il quadro competitivo internazionale, citando il ruolo di colossi come Leapmotor. È stato ricordato che la Cina sta acquisendo aziende in Europa, mentre risulta preferire investimenti in Paesi con condizioni considerate più favorevoli, con un riferimento alla Spagna che produce dieci volte più auto rispetto all’Italia.

Il fattore decisivo indicato nel dibattito riguarda il costo dell’energia. La Spagna attirerebbe capitali anche grazie agli investimenti sulle energie rinnovabili. La posizione espressa nell’incontro afferma che l’Italia dovrebbe muoversi in parallelo, sfruttando sistemi fotovoltaici per ridurre i costi energetici e valorizzando le competenze locali, sostenute anche da eccellenze accademiche come l’Università Federico II, descritta come istituzione che ha superato gli 800 anni di storia.

leonardo e aerospazio: trend positivo e piano aerostrutture in scadenza

Se il comparto automotive viene riportato in sofferenza, la divisione aerospaziale di Leonardo risulta associata a un trend positivo. Nella discussione sono citate le sedi presenti sul territorio: Pomigliano, Fusaro, Giugliano e Nola. Il risultato viene collegato ai forti investimenti dei Paesi europei nel settore della difesa, comprendendo aerei militari, missili e munizioni.

Nel quadro delineato restano comunque elementi di rischio: entro giugno viene indicata l’attesa della definizione del piano per la divisione Aerostrutture, storicamente descritta come in perdita. Il Movimento 5 Stelle ha richiamato la possibilità che un disimpegno di Leonardo possa tradursi nella perdita definitiva del presidio ingegneristico e tecnologico nel Mezzogiorno.

dati di crisi e responsabilità politica: legalità e gestione della transizione

I numeri richiamati durante l’incontro evidenziano una fase critica: la produzione metalmeccanica, indicata come 12% del PIL nazionale, risulterebbe in calo da 35 mesi. Viene inoltre richiamata la distanza tra le promesse attribuite all’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, che aveva ipotizzato il raggiungimento di 1 milione di auto prodotte in Italia, e la realtà descritta come assestata a circa 300mila unità annue.

La politica viene chiamata in causa per non aver saputo governare i tavoli di crisi, con un riferimento a precedenti vicende come la chiusura di Whirlpool, e per la gestione della transizione tecnologica. In questo contesto, l’intelligenza artificiale e l’elettrico vengono indicati come cambiamenti che richiedono guida e capacità di governo, evitando l’assenza di una gestione attiva.

Il Movimento 5 Stelle ha ribadito che il lavoro viene inteso non solo come dato economico, ma come un presidio di legalità sul territorio. La perdita dell’industria viene collegata all’impoverimento del Sud e alla conseguente mancanza di prospettive per i cittadini; per questo, la battaglia al fianco dei lavoratori viene dichiarata come destinata a continuare in sede regionale e nazionale.

partecipanti all’incontro e figure istituzionali

  • Pasquale Marrazzo (moderatore)
  • Fulvio Bonavitacola (assessore Regione Campania con delega alle Attività produttive)
  • Giuseppe De Francesco (Fim Cisl)
  • Massimiliano Guglielmi (Fiom Cgil)
  • Ciro Cierro (Uilm Uil)
  • Giuseppe Raso (Fismic Confsal Napoli)
  • Carmela Auriemma (deputata M5S)
  • Gennaro Saiello (consigliere regionale)
Pomigliano capitale industriale del sud: Leonardo decolla, Avio vola, Stellantis affonda e la politica resta in silenzio

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