Permessi di soggiorno irregolari, 18 arresti
Un’operazione di rilievo condotta dalla polizia di Stato, coordinata dalla Procura di Napoli, ha messo in luce un sistema strutturato per facilitare l’ingresso irregolare di lavoratori stranieri in Italia. L’indagine ha interessato un’area tra Napoli e Caserta, con collegamenti anche oltre i confini nazionali, evidenziando una rete basata su assunzioni fittizie e pratiche amministrative pilotate.
ingresso irregolare di lavoratori stranieri: quadro e meccanismi
Il meccanismo descriveva procedure apparentemente corrette ma costruite su contratti di lavoro inesistenti e su una gestione manipolata delle pratiche necessarie al rilascio dei nullaosta per il lavoro subordinato. Gli atti formali risultavano conformi, mentre la sostanza reale prevedeva rapporti lavorativi fittizi veicolati dall’intervento di attori pubblici e privati.
l’indagine: esiti e numeri chiave
Secondo la ricostruzione della Procura, l’indagine ha consentito di bloccare oltre tremila richieste irregolari. In totale sono 18 le persone raggiunte da misure cautelari, mentre 37 sono gli indagati. A questi, la Direzione distrettuale antimafia ha chiesto ed ottenuto misure cautelari per 18 individui.
ruolo dei soggetti coinvolti e meccanismi operativi
Al vertice del presunto sistema vi sarebbe stato un funzionario dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Napoli, indicato come figura centrale dell’organizzazione. Avrebbe guidato, direttamente o con il supporto di altri dipendenti pubblici compiacenti, l’iter delle pratiche necessarie al rilascio dei nullaosta, basando l’operatività su rapporti di lavoro inesistenti. Un Caf del Casertano e diversi imprenditori agricoli avrebbero contribuito mettendo a disposizione le proprie aziende per simulare assunzioni di cittadini extracomunitari residenti all’estero. Per ogni pratica andata a buon fine, i datori di lavoro avrebbero incassato compensi compresi tra 1.200 e 2.000 euro. Il quadro descriveva un sistema capace di permettere ingressi irregolari nel territorio nazionale, aggirando le procedure previste per la gestione dei flussi migratori tramite contratti di lavoro fittizi.
Gli elementi raccolti hanno delineato un’organizzazione operativa articolata tra più soggetti, con responsabilità diverse ma convergenti nell’obiettivo di facilitare l’occupazione di lavoratori stranieri senza conformità alle norme vigenti.
Nel contesto investigativo sono stati identificati e coinvolti elementi chiave legati al meccanismo, con ruoli ben delimitati tra pubblico e privato, e una rete di contatti che ha favorito l’elasticità delle procedure.
Destinatari delle misure restrittive:
- Giuseppe Allosso, 48enne di Marcianise
- Gabriele Brunitto, 42enne di Trentola Ducenta
- Aniello Della Valle, 61enne di Cancello ed Arnone
- Cherki El Halloumi, 44enne
- Larbi Jabbour, 52enne di Aversa
- Harbans Lal detto “Singh”, 54enne domiciliato ad Acerra
- Salvatore Lampitelli, 43enne di Succivo
- Ciro Monti, 64enne di San Marcellino
- Giuseppe Porfidia, 56enne di Recale
- Francesco Rainone, 63enne di Aversa
- Giuseppe Ricciardi, 45enne di Capodrise
- Agostino Scala, 42enne di Santa Maria Capua Vetere
- Sukhjit Singh alias “Bandi”, 48enne residente ad Aprilia
- Michele Tartaro, 56enne di Marcianise
- Raffaele Tesone, 33enne di Parete
- Hafid Ayat Bayih, 40enne di Qualiano
- Antonio Landolfo, 24enne di Orta di Atella
- Giovanni Pezone, 73enne di Lusciano
