Patto tra clan a Sant'Antimo: 14 arresti, tra cui i vertici Puca, Ranucci e Verde
Un intervento dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna ha segnato una svolta nell’azione contro la criminalità organizzata nell’area napoletana. L’operazione ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di presunti vertici di tre clan cittadini, con 14 arresti, di cui 13 in carcere e uno agli arresti domiciliari, accusati di associazione di tipo mafioso, estorsioni, porto e detenzione illegale di armi e altri reati aggravati.
camorra sant’antimo: operazione con 14 arresti tra i clan puca verde e ranucci
coordinata dalla direzione distrettuale antimafia e disposta dal gip Anna Tirone, l’indagine ha descritto in modo chiaro la griglia gerarchica e la rete di affari illeciti che hanno dominato per mesi tra Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano, estendendo però la loro influenza anche oltre i confini comunali grazie a un patto di alleanza tra clan e una cassa comune alimentata dai proventi criminali.
camorra sant’antimo: contesto territoriale e alleanze
al vertice dei circuiti illeciti della zona si colloca il clan Ranucci, che ha mostrato una struttura organizzativa capace di orchestrare intimidazioni, estorsioni e controllo del territorio attraverso la minaccia delle armi. L’operazione ha messo in luce come i gruppi operassero con una logistica comune, estendendo l’impiego della violenza e la gestione delle commesse illecite in diverse località.
camorra sant’antimo: figure chiave e comandi
tra le figure di rilievo emerse c’era Domenico “Lillì” Ranucci, 37 anni, tornato operativo dopo la scarcerazione del novembre 2022. Lo accompagnavano luogotenenti Antimo Alfè e Costantino Grillo, che completavano la triade al vertice e coordinavano le attività di estorsione e controllo territoriale.
camorra sant’antimo: episodi e metodo criminale
tra gli episodi segnanti emerge l’agguato avvenuto l’8 marzo 2023 a Sant’Antimo, lungo via Solimene, dove un commando ha aperto il fuoco su un’area di palazzi. L’attacco era diretto contro Mario D’Isidoro e Antonio Bortone; quest’ultimo è deceduto per le ferite riportate. D’Isidoro ha riportato ferite meno gravi, grazie all’intervento salvifico di un borsello a tracolla che ha deviato alcuni proiettili. Dopo un breve ricovero, è stato dimesso dall’ospedale di Aversa. Durante l’inchiesta, intercettazioni hanno restituito il tono freddo e la strategia dei clan, con Ranucci che, intercettato nel garage, commentava l’accaduto: «Hanno sparato a Mario… Mario e Antonio… Mo’ non so se è una rapina quello che sappiamo… Me la puoi posare da… Vedi che sta la botta in canna».
le indagini hanno inoltre evidenziato un sistema estorsivo capillare, mirato a imprenditori e operatori economici locali. Un episodio emblematico risale ad agosto 2022, quando un autolavaggio di Grumo Nevano si è trovato davanti un ordigno inesploso, chiaro segnale dell’intimidazione e del controllo esercitati dai clan.
camorra sant’antimo: strumenti di controllo e gestione delle risorse
la rete criminale si è distinta per la gestione centralizzata di risorse e profitti, con l’uso di minaccia delle armi, estorsioni sistematiche e la coordinazione di azioni violente mirate a imporre il controllo sui territori e sulle attività private interessate dalle organizzazioni criminali.
camorra sant’antimo: protagonisti dell’indagine
gli arrestati, oltre a Domenico Ranucci, comprendono altri esponenti dei clan coinvolti nel quadro operativo. Di seguito l’elenco delle persone indagate e arrestate:
- Domenico Ranucci (alias Lillì)
- Antimo Alfè (detto Antimuccio)
- Antonio Arena
- Francesco Di Matteo
- Mario D’Isidoro
- Vincenzo Morrone
- Antonio Perfetto
- Antonio Picciulli
- Marco Reale
- Nicola Russo (alias Nek)
- Mario Verde (conosciuto come Mariolino ’o tipografo)
- Pasquale Verde (soprannominato ’o cecato)
- Salvatore Perrella
Tre clan – Puca, Verde e Ranucci – hanno gestito una rete integrata che consolidava potere, denaro illecito e controllo del territorio, rendendo difficile il monitoraggio da parte delle istituzioni locali. L’operazione segna un passaggio significativo nel contrasto alla camorra, aprendo nuove strade per l’indagine sui flussi di denaro, sui contatti e sui complici rimanenti, sul loro intreccio con la comunità e l’economia locale.
