Patto illecito per influenzare il voto: l'incontro in hotel tra Zannini e Caterino
Nel contesto delle elezioni comunali di Castel Volturno, un’indagine evidenzia un episodio di possibile corruzione elettorale verificatosi poco prima del ballottaggio, con elementi che mettono in relazione figure istituzionali e interessi politici ed economici. L’analisi processuale descrive un tipo di interazione mirata a ottenere intenzioni di voto attraverso promesse di natura economica e di incarichi pubblici.
corruzione elettorale legata al ballottaggio
Secondo l’impianto accusatorio, l’episodio chiave è emerso nei giorni immediatamente precedenti la seconda tornata elettorale, con un incontro delineato per consolidare il sostegno di un imprenditore e dei suoi collaboratori. L’atto, contestato come corruzione in concorso, coinvolge tre figure principali: un consigliere regionale, un sindaco in carica e un candidato sindaco all’epoca in corsa. La ricostruzione descrive un’intenzione di alimentare un collegamento tra preferenze politiche e prerogative economiche, nell’ipotesi di trasferire benefici concreti a favore di livelli decisionali collegati allo schieramento politico di riferimento.
l’episodio chiave e le promesse
Durante un incontro avvenuto il 16 giugno 2024 presso l’hotel Sinuessa di Mondragone, sarebbero state avanzate diverse utilità in cambio del voto. Le promesse includono:
- una commessa o un appalto da parte del Comune di Mondragone o da società operative nel settore dei rifiuti riconducibili allo schieramento politico di Zannini
- la locazione in fitto di un piazzale di circa 5.000 metri quadrati con uffici, a Falciano del Massico, da destinare a deposito dei mezzi della nettezza urbana
- un inserimento politico per la figlia Rosa, candidata nella lista Castel Volturno Città
altre ipotesi e contesto delle accuse
La ricostruzione ritiene che l’obiettivo fosse assicurare il sostegno elettorale di
