Omicidio ponticelli arrestato a barcellona latitante del clan de luca bossa
Le Autorità iberiche, con il supporto della Polizia di Stato, hanno portato a termine una procedura giudiziaria in collaborazione internazionale che riguarda un caso di forte rilevanza criminale. A Barcellona, nella mattinata, è stata data esecuzione a un Mandato di Arresto Europeo collegato a indagini in corso a Napoli, con riferimento a gravi ipotesi di reato e a un contesto collegato a dinamiche mafiose.
mandato di arresto europeo a barcellona
Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, nella giornata odierna, a Barcellona (Spagna) le Autorità spagnole hanno eseguito un Mandato di Arresto Europeo. Il provvedimento era stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.
Il mandato riguardava un soggetto residente nel quartiere cittadino di Ponticelli, indicato come gravemente indiziato per omicidio doloso e porto abusivo di armi da fuoco, con circostanze aggravanti connesse al metodo mafioso.
omicidio e contesto mafioso tra clan
Secondo quanto ricostruito, a partire dallo scorso mese di giugno l’indagato si era sottratto all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Tale ordinanza era legata all’omicidio di un uomo avvenuto nel quartiere Ponticelli il 12 marzo 2018.
Il quadro accusatorio descrive un’azione eseguita in concorso con altri due sodali, già destinatari dello stesso provvedimento cautelare. La condotta attribuita alla compagine investigata riguarda l’uccisione della vittima tramite tre colpi d’arma da fuoco esplosi all’indirizzo della stessa.
L’omicidio viene indicato come maturato nell’ambito della contrapposizione criminale tra il clan De Luca Bossa, di cui sarebbe stato parte il destinatario del provvedimento, e il clan De Micco, a cui sarebbe appartenuta la vittima.
indagini e localizzazione del latitante in spagna
Le attività investigative sono state condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Le indagini hanno permesso di localizzare il latitante in territorio spagnolo, dove lo stesso avrebbe trovato rifugio.
La permanenza all’estero sarebbe stata resa possibile grazie all’utilizzo di documenti d’identità falsificati.
condanna per i medesimi fatti e natura cautelare del provvedimento
È stato precisato che, ieri, lo stesso indagato è stato condannato per i medesimi fatti all’ergastolo. La sentenza è stata emessa dal G.U.P. di Napoli, con indicazione che la stessa non risulta ancora definitiva.
Il provvedimento eseguito a Barcellona è stato specificato come una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso tale misura sono ammessi mezzi di impugnazione.
Viene altresì chiarito che il destinatario della misura è una persona sottoposta a indagini e, pertanto, deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza definitiva.
