Marito arrestato per tentato femminicidio: sparò alla moglie dopo anni di violenze
Un episodio di violenza domestica è sfociato in un tentato femminicidio, fortunatamente senza esiti letali grazie a un margine di tempo che ha permesso a una donna di uscire dall’ambiente domestico e chiedere aiuto. L’episodio è avvenuto a Casal di Principe, durante una lite che è rapidamente degenerata, implicando un uomo legato a dinamiche familiari difficili e a una precedente presenza di armi sul territorio.
tentato femminicidio a casal di principe
La dinamica ha visto una convivenza sotto tensione, protrattasi per anni, culminare con l’estrazione di un’arma durante il diverbio. Tre colpi sono stati esplosi all’interno dell’abitazione, ad altezza d’uomo, mentre la moglie tentava di allontanarsi. Le schegge del conflitto hanno raggiunto televisore e mobili della cucina, peraltro senza colpire la destinataria. Il gesto si è consumato in poche, tese momenti.
La donna ha trovato la forza di fuggire e ha subito allertato le autorità. L’uomo, dopo l’esplosione di colpi, è fuggito in auto, imboccando la via d’uscita dall’abitazione. Poco dopo, si è presentato spontaneamente presso la stazione dei carabinieri di Casal di Principe, accompagnato dal suo legale, Fabio Ucciero.
Le verifiche immediate hanno coinvolto il nucleo operativo e radiomobile della compagnia, che, raccogliendo la denuncia della vittima, ha proceduto all’arresto del 57enne con l’accusa di tentato femminicidio. Durante il sopralluogo presso l’abitazione sono stati rinvenuti 28 proiettili della stessa cartuccia, conservati in una scatoletta. L’arma utilizzata non è stata recuperata.
Dal punto di vista investigativo, il sorvegliato risulta legato al contesto familiare segnato dalla presenza di armi sul territorio: è fratello di una persona già nota alle cronache, legata a una recente indagine sul clan dei Casalesi. A seguito delle verifiche, la Procura di Napoli Nord ha disposto il trasferimento dell’arrestato nel carcere Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere, dove rimane detenuto.
La vicenda enfatizza la precarietà del confine tra la paura che ostacola la denuncia e la possibilità di interrompere una spirale di violenza domestica, offrendo una lettura sul contesto in cui tali episodi si inseriscono e sulle misure che ne derivano.
nominativi presenti nella narrazione:
- Fabio Ucciero – legale presente al momento dell’arresto
- Francesco Uccella – carcere di Santa Maria Capua Vetere
