Mangime per uccelli usato per tagliare la cocaina a Scampia: il ritorno della droga low cost a Napoli
Nel quartiere di Scampia, Napoli, il panorama della droga mostra una ricomposizione delle dinamiche di mercato: un modello capace di adattarsi ai cambiamenti e di ampliare l’accessibilità della sostanza, mantenendo al contempo una logistica organizzata e una rete di approvvigionamento consolidata. L’attenzione investigativa si è concentrata sulla gestione della piazza di spaccio nota come la “33” in via Arcangelo Ghisleri, con l’arresto di 28 persone ritenute affiliate al clan Amato-Pagano.
droga a scampia: evoluzione e dinamiche del mercato
Il sistema criminoso locale ha dimostrato capacità di adattamento preservando logiche consolidate e, al tempo stesso, introducendo strategie moderne capaci di contenere i rischi investigativi ed incrementare i volumi di affari. Al centro dell’analisi emergono pratiche di lavorazione della sostanza e una tendenza a contenere i costi tramite l’impiego di materiali di bassa qualità, con l’obiettivo di ampliare la disponibilità sul mercato e mantenere margini consistenti. L’indagine evidenzia una rete strutturata per operare su scala locale, ma con riferimenti esterni che ne determinano i margini economici.
droga a scampia: adattamenti del mercato e obiettivi dei trafficanti
Il modello operativo mira a rendere la droga sempre più accessibile, conservando prezzi competitivi nonostante la pressione investigativa. È attestata la gestione della piazza di spaccio definita “33” in via Arcangelo Ghisleri e l’impegno di individui legati al clan Amato-Pagano. L’arresto di 28 soggetti ha messo in luce una struttura organizzata in grado di garantire il flusso dalla materia prima al dettaglio, con livelli di coordinamento che richiamano modelli imprenditoriali nella gestione del crimine.
droga a scampia: la rete di approvvigionamento e i costi
La logistica descritta dall’inchiesta punta a contenere i costi e a massimizzare i profitti, ricorrendo al cosiddetto “mischio” per aumentare la quantità di kobret disponibile sul mercato. Le intercettazioni mostrano l’interesse di trasportare 30 chili di mischio da Milano, destinati al drenaggio interno della droga, con un compenso di mille euro per il corriere. Le conversazioni rivelano anche i parametri economici: il kobret viene quartato all’estero a circa 19mila euro al chilo, con un costo di trasporto verso l’Italia di circa 500 euro. All’arrivo, il prezzo deve salire per garantire un margine, con un aumento previsto di almeno 2mila euro al chilo.
L’origine della droga è indicata come la Turchia, confermando canali di approvvigionamento consolidati e una rete in grado di operare su scala internazionale. A distanza di circa un mese, gli investigatori documentano l’acquisto di 1,1 chili di kobret da parte di Abbatiello, per una somma di 21mila euro, coerente con quanto emerso nelle conversazioni.
droga a scampia: protagonisti e riferimenti principali
Nel contesto emergono figure chiave che occupano ruoli di riferimento operativo e logistico all’interno della rete.
- Mario Abbatiello
- Antonio Musto
