La fetta dei profitti delle truffe finisce ai Casalesi

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La fetta dei profitti delle truffe finisce ai Casalesi

Un modello criminale orientato a truffe nel settore assicurativo ha generato un flusso costante di reddito collegato a una rete operante nel territorio. L’indagine ha evidenziato una struttura organizzata, con ruoli definiti e strumenti dedicati, che ha operato almeno fino alla primavera del 2023 tra Casal di Principe, Napoli e Caserta. Le attività hanno previsto un ciclo ripetuto di operazioni illegali, volte a ingannare le vittime inducendole a stipulare polizze inesistenti e a conseguire somme non spettanti. Il quadro tracciato dalle prove mostra una dinamica professionale, dove contatti, contabilità rudimentale e riferimenti a momenti di maggior incasso hanno giocato un ruolo centrale.

clan dei casalesi: contesto e sistema di truffe

La narrazione investigativa descrive un sistema non casuale ma strutturato, basato su call center artigianali, telefoni dedicati e contatti via WhatsApp. Le vittime venivano indotte a sottoscrivere false polizze Rc auto o coperture temporanee, pagando tra 260 e 580 euro per bonifici o sistemi istantanei, talvolta tramite QR code. Solo successivamente si manifestava la mancanza di copertura, con denunce presentate successivamente. Al centro operativo figuravano figure designate come esecutori e responsabili dei contatti e delle istruzioni operative.

clan dei casalesi: strumenti operativi e modalità

Le intercettazioni descrivono una quotidianità scandita da conti, importi da recuperare e riferimenti a momenti di maggiore redditività, le cosiddette “settimane buone”. Il sistema operava con una logistica ridotta ma efficiente, capace di generare entrate costanti nonostante la dimensione modesta delle singole truffe.

clan dei casalesi: elementi di coordinamento e contatti

In alcune conversazioni captate, i protagonisti fanno riferimento a telefoni da impiegare per i colpi, segnalando una pianificazione ben consolidata. Altre comunicazioni mostrano conti e cifre da gestire, interpretati come una contabilità rudimentale ma funzionale per riorganizzare gli incassi. Il nome di Apicella compare come strumento di pressione, indicato come figura capace di dare peso simbolico e protezione all’operazione.

clan dei casalesi: ruoli, collegamenti e influenza locale

La ricostruzione investigativa presenta una figura di collegamento tra la dinamica delle truffe e la rete criminale del territorio. Una parte dei proventi sarebbe confluita a un individuo ritenuto in grado di promuovere, finanziare e garantire l’attività, pur non rivestendo un ruolo operativo diretto. Il contesto descrive una piramide in cui relazioni e contiguità territoriali diventano capitale di protezione e di controllo, facilitando l’azione che si sviluppa lungo più comuni percorsi geografici.

clan dei casalesi: contingenze economiche e finalità

Secondo l’indagine, l’economia delle truffe si configura come un settore a basso rischio e alto rendimento, capace di generare flussi continui e di supportare risorse del gruppo criminale, inclusa la gestione di detenuti e il mantenimento del controllo sul territorio. Le attività hanno interessato l’area tra Casal di Principe e le province di Napoli e Caserta, con una durata ritenuta estesa fino al giugno 2023.

clan dei casalesi: esiti dell’inchiesta e stato degli indagati

Nel corso delle attività investigative, l’autorità giudiziaria ha disposto provvedimenti cautelari a dicembre, identificando Pasquale Apicella tra gli arrestati, con accuse di associazione mafiosa, estorsione, droga e ricettazione. Complessivamente, l’inchiesta coinvolge 29 indagati: tra loro figure legate allo spaccio di narcotici risultano agli arresti, mentre Genova e Maglione risultano a piede libero. L’ordinanza cautelare sottolinea che le truffe sarebbero iniziate nell’ottobre 2022, con un coinvolgimento di Apicella emerso solo dal maggio 2023 per un periodo limitato, configurando la sua posizione come destinatario di parte dei proventi piuttosto che promotore dell’intera attività.

Il giudice incaricato osserva che le somme effettivamente incassate appaiono modeste rispetto ad alcune intercettazioni che menzionavano cifre vicine ai mille euro settimanali. Tali importi non trovano pieno riscontro nelle verifiche, anche a fronte di tensioni tra i soggetti interessati. In una fase precedente, Genova avrebbe fatto riferimento a un canale di protezione diverso dall’area Mallardo, ricorrendo a Apicella solo successivamente.

Restano contestate la ricettazione aggravata e la finalità di agevolare il clan di appartenenza, con l’ipotesi di una gestione collettiva delle risorse. L’indagine, pur riferita al contesto locale, delinea un modello criminale in grado di generare reddito costante tramite attività di piccolo importo che, nel tempo, assume dimensioni significative e una funzione di supporto al gruppo criminale.

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Personaggi coinvolti nell’inchiesta

  • Pasquale Apicella
  • Maria Giuseppa Cantiello
  • Emanuela Genova
  • Armando Maglione
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Categorie: Cronaca