Indagine sulle gare Asl 118 per i servizi di trasporto sanitario tra Napoli e Caserta
Una inchiesta coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere focalizza l’attenzione sul settore delle ambulanze e del trasporto infermi in Campania, esaminando presunte dinamiche di assegnazione delle gare e di ripartizione territoriale tra associazioni operanti nel territorio. L’indagine, basata su intercettazioni e riscontri documentali, mira a chiarire eventuali condizionamenti nelle gare gestite dalle aziende sanitarie locali e a verificare la corretta concorrenza nel settore.
ambulanze e trasporto infermi: quadro investigativo
Nel contesto descritto emergono indicazioni su presunti capofila che avrebbero coordinato l’intero sistema, predisponendo una ripartizione delle postazioni e dei lotti tra diverse aziende sanitarie campane, tra cui Asl Caserta, Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud. Le gare avrebbero richiesto la disponibilità dei veicoli al momento della scadenza, con riferimenti a targa, anno di immatricolazione e chilometraggio. Le intercettazioni riportano dialoghi che fanno riferimento a postazioni già assegnate e a una logica di non conflitto tra le associazioni, finalizzata a muoversi in modo coordinato sui vari bacini provinciali.
capofila e rete operativa
Secondo gli elementi agli atti, sarebbe stata delineata una rete di soggetti e associazioni che, seguendo un “patto di non belligeranza”, avrebbe evitato conflitti interni e avrebbe operato in modo concertato sul territorio. Le indagini citano una pluralità di soggetti ritenuti funzionali al meccanismo di spartizione, con riferimenti a priorità condivise e a una gestione articolata delle poste in gioco.
Nel quadro descritto, risulta significativa la presenza di dialoghi che, interpretati dagli investigatori, connettono le attività di assegnazione a pratiche di relazione con l’ambiente amministrativo. Alcune conversazioni menzionano la possibilità di “postazioni spartite” e fanno riferimento a prassi di possibile corruzione o favoritismi. Un avvertimento proveniente dal capo di una società operante nel settore, che invita Vinciguerra a non contattare lo staff, viene interpretato come indicazione della consapevolezza di dinamiche illecite e dei rischi giudiziari. Le ipotesi restano in fase preliminare e necessitano di ulteriori riscontri.
Tutti i soggetti coinvolti sono da ritenere innocenti fino a diversa determinazione definitiva. Il prosieguo dell’indagine mira a chiarire eventuali responsabilità interne e a verificare se ci siano state condotte volte ad alterare la concorrenza nel comparto.
Nel contesto generale dell’inchiesta sull’Asl di Caserta, si intrecciano anche altre informazioni relative al panorama politico e alle responsabilità amministrative, con particolare attenzione alle procedure di gara e agli eventuali impatti sul servizio pubblico essenziale.
Tra i protagonisti citati nelle carte processuali emergono nomi di rilievo che caratterizzano il quadro investigativo, tra cui:
- Pietro Manna — Confraternita di Misericordia di Caivano Odv
- Stefano Riccardi — Misericordia di Casoria Odv
- Domenico Vinciguerra — Croce del Sud Soc. Coop. a r.l.
- Francesco Sansone — San Gennaro Soccorso Odv
- Rosaria Napoli — Associazione Vivamente Odv di Cicciano
- Giovanni Zannini — consigliere regionale di Mondragone (attuale Forza Italia)
conclusioni operative e prospettive
Le ipotesi di reato ipotizzate includono turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, con riferimenti a periodi tra il 2022 e il 2023. L’attenzione resta focalizzata sull’emergenza-urgenza e sui servizi di trasporto sanitario, con l’obiettivo di assicurare regole chiare, concorrenza reale e controlli stringenti. L’esito dell’indagine potrà confermare o escludere responsabilità individuali, mantenendo ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
