Indagati sindaco e vicesindaco di Castel Volturno per voto di scambio

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Indagati sindaco e vicesindaco di Castel Volturno per voto di scambio

In Castello Volturno è in corso un’indagine che riguarda una possibile dinamica di corruzione elettorale legata alle ultime consultazioni comunali. L’attenzione degli inquirenti è puntata su una serie di episodi che coinvolgono figure istituzionali chiave e un sistema strutturato volto a orientare il voto attraverso incentivi monetari e indicazioni mirate agli elettori, con conseguenze sul profilo della campagna e sui processi decisionali locali.

corruzione elettorale castel volturno: inchiesta e perquisizioni

contesto e protagonisti

Al centro dell’indagine figure pubbliche di Castel Volturno: Pasquale Marrandino, sindaco, Giulio Natale, vice sindaco, e Giovanni Zannini, consigliere regionale. A loro si aggiungono Michele Cantone, 40 anni, e Michele Antolini, 37 anni, entrambi di Castel Volturno. Tutti sono indagati per associazione a delinquere finalizzata all’organizzazione di un sistema di voto di scambio, secondo quanto riportato dagli inquirenti. Sono stati coinvolti anche altri soggetti di Castel Volturno nell’ambito di episodi di corruzione elettorale.

meccanismo della compravendita dei voti

Gli elementi descritti dagli investigatori indicano un sistema rodato, operativo almeno dall’aprile-maggio 2024, con base logistica nel bar “Quattro Stagioni” di Ischitella. All’interno del locale sarebbe stato predisposto un banco fisso per la consegna di denaro contante agli elettori. Cantone avrebbe gestito le operazioni di distribuzione, contando su un intermediario non identificato che reclutava singoli elettori.

Gli importi indicati oscillerebbero tra 50 e 70 euro per voto, corrisposti in cambio dell’impegno a esprimere preferenza per la lista Marrandino-Natale. Contestualmente, agli elettori sarebbe stato mostrato un facsimile della scheda elettorale con istruzioni specifiche sull’espressione del voto e l’indicazione della sezione, al fine di contenere il “rischio di dispersione” del consenso monetizzato.

ruoli e responsabilità

Marrandino e Natale sono indicati come promotori e organizzatori dell’associazione, con compiti di reperire e fornire denaro, proveniente da imprenditori locali, e di offrire utilità future come posti di lavoro o affidamenti pubblici in cambio di voti. Cantone avrebbe funzione operativa diintermediario e distributore, mentre Antolini, titolare del bar, avrebbe messo a disposizione la sede per l’attività di compravendita e di incontro tra corruttori ed elettori.

Altri episodi di corruzione elettorale legati ad altre persone di Castel Volturno risultano oggetto di indagini separate, ma non fanno parte della stessa ipotesi associativa descritta per Marrandino e i suoi collaboratori principali.

perquisizioni e sviluppi processuali

In questa fase, la Procura ha disposto perquisizioni domiciliari e personali per nove indagati, acquisendo telefoni, computer e documentazione cartacea utile a ricostruire flussi di denaro e contatti tra i soggetti coinvolti. È stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, aprendo la fase che potrebbe portare al rinvio a giudizio qualora la Procura presenti una richiesta di processo.

La cornice delle investigazioni resta concentrata sul possibile coordinamento tra dichiarati promotori e altri soggetti, in funzione di un sistema finalizzato a consolidare il sostegno elettorale in vista di periodi di ballottaggio e di elezioni successive.

episodio specifico del ballottaggio

Tra gli episodi contestati vi è un'azione mirata a consolidare preferenze in vista del ballottaggio del 24 giugno 2024, coinvolgendo Giovanni Zannini e Vincenzo Caterino, oltre a Pasquale Marrandino. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’accordo avrebbe previsto utilità economiche e politiche in cambio del voto, tra cui potenziali commesse o appalti a favore del Comune di Mondragone o a favore di società operanti nel settore dei rifiuti legate allo schieramento di Zannini. Inoltre sarebbe stata prospettata la locazione di un piazzale di circa 5.000 metri quadrati con uffici, da destinare al deposito dei mezzi della nettezza urbana a Falciano del Massico, nonché un possibile incarico politico per la figlia di uno degli indagati, Rosa, candidata in una formazione locale.

Nominativi principali coinvolti

  • Pasquale Marrandino
  • Giulio Natale
  • Giovanni Zannini
  • Michele Cantone
  • Michele Antolini
  • Beniamino Granato
  • Anna Giacobbe
  • Attilio Marrone
  • Vincenzo Caterino
  • Luca Pagano
Il sindaco Marrandino, il su vice Natale e il consigliere regionale Zannini

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