Furti e cavalli di ritorno: otto arresti nell'area di Marigliano
All’alba è stata chiusa una pagina di criminalità radicata nel territorio: un gruppo organizzato praticava furti mirati di autovetture e imponeva rientri estorsivi tramite il cosiddetto “cavallo di ritorno”. L’operazione dei carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna ha dato esecuzione a misure cautelari nei confronti di otto indagati, con quattro rinchiusi in carcere e altrettanti ai domiciliari. Il contesto di azione comprendeva diverse località tra Marigliano, Brusciano, Castello di Cisterna e Striano, con una rete ben definita di ruoli e di appoggi logistici che consentiva di sottrarre veicoli, contattare i proprietari e pretendere somme per la restituzione.
furti di autovetture e cavallo di ritorno a marigliano
Secondo le ricostruzioni, gli indagati pianificavano furti mirati selezionando luoghi e vittime in modo accurato, per poi contattare i proprietari e richiedere denaro in cambio della restituzione dei veicoli. L’attività criminosa ha registrato sei furti attribuiti all’organizzazione e sei episodi di cavallo di ritorno documentati, tra tentativi andati a buon fine e operazioni concluse con successo. Nel corso delle indagini, sono state arrestate in flagranza di reato quattro persone, è stato recuperato un lotto di sette auto già riciclate con targhe clonate e sono emerse officine meccaniche quali snodi per il riciclaggio o per lo smontaggio e la rivendita di parti di veicoli.
modus operandi e ruoli nell’associazione
Il gruppo ha operato attraverso una struttura organizzata, con ruoli definiti e una rete di supporto logistico che ha permesso di gestire la ricettazione e la riconversione delle auto rubate. Le interventi hanno evidenziato una strategia sistematica: pianificazione di colpi mirati, contatti con i legittimi proprietari e successivi riscatti.
perimetro operativo e riciclaggio
Le attività investigative hanno inoltre portato all’individuazione di officine compiacenti impiegate come centri di riciclaggio o smontaggio, favorendo la rivendita di componenti e veicoli. Una parte significativa del fenomeno è risultata legata a episodi commessi a ridosso di strutture sanitarie del territorio: auto parcheggiate nei pressi dell’ospedale di Nola e della clinica Trusso di Ottaviano, spazi spesso occupati da pazienti ricoverati o loro familiari, per i quali l’auto rappresentava spesso l’unico mezzo per spostamenti, visite e terapie.
impatto sui cittadini e sulle strutture sanitarie
Questo aspetto evidenzia la dimensione di impatto sociale di una criminalità che non risparmia persone in stato di fragilità, concentrando l’azione su contesti di assistenza medica e assistenza quotidiana. L’indagine ha sottolineato che l’attività non è stata episodica, ma portata avanti con una logica di gruppo e con una rete di appoggi che ha sostenuto gli episodi nel tempo.
esiti e sviluppi dell’inchiesta
Le forze dell’ordine hanno identificato un quadro operativo chiaro e hanno predisposto misure cautelari mirate. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità ulteriori e verificare eventuali altri episodi attribuibili al medesimo gruppo.
Nomi degli indagati e partecipanti al gruppo:
- Gennaro Corvino (43 anni)
- Agostino Galasso (44 anni)
- Angelo Pio Esposito (23 anni)
- Francesco Grassi (33 anni)
- Michele La Gala (37 anni)
- Nunzio Bocia (59 anni)
- Giosuè Esposito (50 anni)
- Stanislao Emolo (31 anni)
