Fulgido e i Casalesi: aggressioni, estorsioni e il traffico di bisca

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Fulgido e i Casalesi: aggressioni, estorsioni e il traffico di bisca

un quadro investigativo recente evidenzia una dinamica criminale che non è stata spinta nell’ombra, ma ha mostrato una reale capacità di riattivarsi attraverso figure già condannate e riaffermarsi in pratiche estorsive, violente e di controllo del territorio. l’indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di napoli, ha già portato tra il 2024 e il 2025 all’arresto di protagonisti storici del clan dei casalesi, rispediti nell’illegalità poco tempo dopo la loro scarcerazione. le prove emerse – intercettazioni, pedinamenti e riscontri sul campo – delineano un quadro di continuità operativa.

casalesi: dinamiche di riattivazione e controllo del territorio

secondo l’inchiesta, il clan non ha cessato di operare; al contrario, ha riattivato reti e rapporti, rimettendo in circolo uomini di esperienza per gestire le attività illecite e mantenere l’egemonia. gli elementi raccolti descrivono una struttura capace di orchestrare estorsioni, violenze e la gestione di risorse sul territorio, con una capacità di coordinamento che attraversa le aree tradizionalmente controllate.

asse malavitoso e riferimenti operativi

l’indagine individua un asse tra antonio mezzzero, di grazzanise, ritenuto collegato alla fazione schiavone, e davide grasso, di santa maria la fossa, indicato come referente operativo e uomo di fiducia; dall’altro carlo bianco, di casale di principe, considerato espressione dell’area zagaria. secondo la dda, i due filoni hanno continuato a esercitare influenza su attività illecite tramite soggetti incaricati di far rispettare le regole e di incassare i proventi.

ruolo di gianluca fulgido

gianluca fulgido, originario di cancello ed arnone, è indagato a piede libero ma descritto dalla polizia come parte integrante del gruppo guidato da grasso. nonostante un passato segnato da arresti, misure di prevenzione e oltre undici anni di carcere per reati legati a vicende mafiose, gli strumenti investigativi indicano un suo ritorno stabile nell’orbita del clan. gli atti evidenziano la sua presenza in diverse occasioni a bordo dell’auto di grasso durante spostamenti e incontri operativi.

punti chiave delle attività e degli episodi contestati

le intercettazioni rivelano la volontà di rimettersi in pista, con riferimenti espliciti alla possibilità di guadagnare denaro e di operare senza limiti territoriali, facendo leva su un sistema criminale ancora percepito come solido. tra gli episodi descritti vi sono violenze mirate utilizzate come strumenti di pressione e riaffermazione del controllo. in particolare, viene contestata la partecipazione di fulgido, insieme a grasso, a un’aggressione decisa da mezzzero contro un uomo accusato di non aver saldato un debito e di aver usato impropriamente il nome del boss per prestiti a tassi usurari. un’azione punitiva che gli investigatori associano alla logica mafiosa di gestione delle controversie. ampia attenzione è data anche alla gestione di una bisca clandestina, con incontri per la consegna delle somme estorsive e discussioni sulla spartizione degli incassi. nelle conversazioni captate, grasso rivendica il controllo esclusivo dell’attività e promette regalini agli affiliati più vicini, tra cui lo stesso fulgido, indicato anche per compiti di vigilanza sulle giocate. il lessico captato presenta minacce, riferimenti alla forza intimidatoria e la possibilità di interventi violenti, fino a descrizioni di pestaggi e ritorsioni come strumenti ordinari di gestione del potere criminale.

logica mafiosa e gestione del potere criminale

la dda ritiene che l’apparato del clan non sia rimasto statico nel passato, ma abbia saputo riscoprire figure esperte per garantire continuità operativa e credibilità agli occhi degli affiliati. il caso fulgido è indicato come emblematico di una presunta recidiva sostanziale, fondata su legami consolidati e sulla disponibilità a rimettersi al servizio dell’organizzazione.

stato dell’inchiesta e prospettive

l’indagine è ancora in una fase preliminare; gli indagati sono considerati innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva. l’analisi disponibile descrive una camorra capace di persistere al tempo e alle condanne, riadattando schemi noti a un presente ancora complesso per le istituzioni.

nella trattazione dell’indagine emergono inoltre riferimenti a elementi strutturali del crimine organizzato e al modo in cui le dinamiche estorsive si inseriscono nel tessuto economico del territorio, mantenendo presenza e influenza nonostante le misure di contrasto.

Nomi principali emersi dall’inchiesta:

  • Gianluca fulgido
  • Davide Grasso
  • Antonio Mezzero
  • Carlo Bianco
  • Pasquale Apicella, detto ’o bellomm
Gianluca Fulgido e Davide Grasso

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