Due a processo per mafia sul litorale di Castel Volturno, la Dda accelera l'inchiesta

• Pubblicato il • 3 min
Due a processo per mafia sul litorale di Castel Volturno, la Dda accelera l'inchiesta

Nel litorale domizio si osserva un’accelerazione delle attività investigative finalizzate a chiarire i legami tra traffico di droga, disponibilità di armi ed estorsioni attribuite al versante legato al clan dei Casalesi. La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per due indagati, Umberto Meli ed Ermal Hasanaj, entrambi detenuti, ritenuti pronti a procedere direttamente in giudizio senza udienza preliminare. Nei confronti degli altri coinvolti resta ferma la posizione processuale della Dda, tra cui l’imprenditore Antonio Fusco Lupin, ai domiciliari con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa: per loro non è stata ancora avanzata la richiesta di processo.

inchiesta sul litorale domizio: sviluppo dell’accusa

Secondo l’impianto accusatorio, Hasanaj, noto anche come «Francesco l’albanese», pur non formalmente affiliato al clan, avrebbe assicurato un apporto stabile e consapevole all’organizzazione: una percentuale fissa sui proventi dello spaccio e la disponibilità a procura armi da fuoco agli affiliati. In cambio, avrebbe gestito in regime di quasi monopolio la distribuzione della droga nelle piazze di spaccio della zona, devolvendo parte degli incassi alla cosca e imponendo la sua protezione.

Per quanto riguarda Umberto Meli, l’ipotesi contestata amplia il quadro connesso alle pratiche estorsive: l’indagato, accompagnando la vittima, avrebbe contribuito a intensificare la pressione finalizzata al pagamento di una somma di 10.000 euro, di cui una parte già versata in anticipo. Le misure coercitive includerebbero incontri forzati e riferimenti diretti all’appartenenza al clan dei Casalesi; Hasanaj avrebbe messo a disposizione la propria abitazione per gli incontri estorsivi, mentre Meli avrebbe supportato la vittima nei momenti decisivi della richiesta di denaro.

La domanda di giudizio immediato mira a consolidare in aula un impianto che collega droga, armi ed estorsione, descrivendo il litorale domizio come snodo chiave degli interessi criminali della camorra casertana. Le imputazioni includono concorso in estorsione aggravata dal metodo mafioso e condotte reiterate, con riferimenti a dinamiche di intimidazione e controllo del territorio.

In ambito procedurale, la Dda ha indicato la necessità di formalizzare l’impianto accusatorio davanti al tribunale, con l’obiettivo di sottoporre a processo le persone interessate nei tempi previsti dalla normativa. Gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria e al pronunciamento definitivo della corte.

contesto operativo e stato degli altri indagati

Le attività investigative sono state condotte dal Nucleo investigativo di Aversa dei carabinieri, articolando l’indagine nel filone collegato alle prese di potere del gruppo Bidognetti nel territorio, e hanno delineato un quadro di collegamenti tra spaccio, gestione delle piazze di vendita e pratiche estorsive.

personaggi principali

Nel contesto dell’inchiesta emergono figure significative che hanno caratterizzato l’azione investigativa. Di seguito un breve elenco delle persone interessate nelle diverse ipotesi di reato:

  • Umberto Meli
  • Ermal Hasanaj
  • Antonio Fusco Lupin
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Categorie: Cronaca

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