Droga nel Vesuviano: 16 condanne e 82 anni di carcere
Una vasta indagine ha definito i contorni di una rete di spaccio capillare, operante tra il rione Moscarella di Castellammare di Stabia e aree dei comuni vesuviani fino al basso Salernitano. Le sentenze emesse dal gup Emanuela Cozzitorto hanno ricostruito dinamiche complesse di approvvigionamento, distribuzione e controllo del mercato della droga, confermando la gravità dei fatti e la centralità di figure chiave all’interno dell’organizzazione.
rete di spaccio e estensione territoriale
La rete ha visto articolarsi almeno quindici piazze di spaccio tra Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, i comuni vesuviani e la provincia di Salerno, con un giro d’affari stimato intorno agli 8 milioni di euro l’anno. Il sistema prevedeva la presenza di fornitori consolidati e canali di approvvigionamento robusti, capaci di garantire rifornimenti continui nonostante i controlli. Le operazioni si svolgevano lungo linee di approvvigionamento complesse e gerarchiche, finalizzate a massimizzare i profitti e minimizzare i rischi di intercettazione.
dinamiche operative e gestione del traffico
Il traffico era gestito tramite una struttura articolata: corrieri fidati, autovetture dotate di scomparti nascosti e una rete di contatti che facilitava la consegna in modo discreto. Alcuni imputati utilizzavano abitazioni di persone anziane o incensurate per occultare la sostanza stupefacente, mentre altri sfruttavano la presenza di neonati per attenuare l’attenzione delle forze dell’ordine. Le operazioni venivano coordinate attraverso citofoni civetta, telefoni intestati a prestanome e un linguaggio in codice studiato per le cessioni.
intercettazioni, prove e struttura gerarchica
Le intercettazioni attivate nel 2020 hanno permesso di risalire inizialmente a figure chiave come Polito e Onorato, per successivamente collegare ulteriori elementi al gruppo di Moscarella e ai circuiti di rifornimento. Le prove hanno documentato un’organizzazione strutturata secondo regole rigide, finalizzata a ridurre i rischi di cattura e ad ottimizzare i profitti, con riferimenti a contatti diretti con soggetti del territorio e collegamenti al di fuori della regione.
condanne, quadro giuridico e numeri chiave
Il sostituto procuratore ha delineato le dinamiche del traffico, evidenziando l’impatto economico e la complessità organizzativa. Le sentenze hanno riconosciuto la gravità dei reati contestati, includendo l’aggravante della continuazione e l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Complessivamente, sedici imputati hanno ottenuto pene che sommano 82 anni di carcere, in risposta alle richieste della Procura, che aveva chiesto circa 130 anni di reclusione.
Gli esiti illustrano una rete strutturata nel tempo, con una gestione capillare e una logistica organizzata che ha permesso di mantenere il controllo sul mercato locale della cocaina. Il ruolo di vertice del gruppo è stato attribuito a figure centrali, mentre i collaboratori minori hanno contribuito al rifornimento, alla consegna e al mantenimento della rete.
condanne principali e dettagli operativi
Le pene illustrate dagli uffici giudiziari hanno coinvolto diverse figure chiave, con specifiche attribuzioni di ruoli all’interno della rete, incluse responsabilità di coordinamento, logistica e gestione della clientela. Le condanne hanno tenuto conto della gravità dei fatti, della pericolosità dell’attività e della lunghezza dell’iter criminale.
Nel corso dell’indagine sono stati individuati elementi che hanno permesso di ricostruire la rete, tra cui contatti interni, strumenti di comunicazione codificati e pratiche atte a sottrarre l’attenzione delle forze dell’ordine. L’insieme delle prove ha corroborato la presenza di un sistema gerarchico e di un flusso di operazioni strutturato per garantire continuità e profitto.
Tra i principali imputati emersi dall’inchiesta si distinguono:
- Nino Gemignani
- Salvatore Scotognella
- Alfonso Contieri
- Antonio Amato
- Luciano Polito
- Silverio Onorato
- Domenico Arcobelli
- Salvatore Palumbo
- Anna Romito
- Maria Neve Nastro
- Francesca Chierchia
- Ettore Solimeno
- Alfonso Contieri
- Umberto Intagliatore
- Maria Guarino
- Oreste Maresca
- Ciro Gargiulo
Nel relativo contesto giudiziario, altre figure come Emanuela Cozzitorto (gup) e Emilio Prisco (sostituto procuratore) hanno avuto ruoli nel procedimento, contribuendo a definire il quadro delle responsabilità e delle risultanze investigative.
