Clan Gagliardi smantellato: 21 arresti a Mondragone
Nel territorio di Mondragone, un’operazione delle forze dell’ordine ha ricostruito l’attività di un gruppo ritenuto erede della storica consorteria mafiosa La Torre. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di numerosi indagati. Il profilo emerso evidenzia una presenza radicata e dinamica sul territorio, con collegamenti che interessano diverse articolazioni illecite e una gestione capace di operare anche dall’interno del carcere.
gruppo gagliardi: erede mafioso del clan la torre
La complessità delle condotte contestate descrive una rete strutturata, guidata da figure di vertice, capace di mantenere il controllo delle attività illegali anche in contesti di detenzione. Mangianastri, Angelo Gagliardi, è indicato come figura di riferimento per le operazioni sul territorio, sostenuto da affiliati che hanno continuato a orchestrare interventi criminali.
struttura e vertice
Secondo l’accusa, esiste una struttura coesa e stabile, guidata dal boss Angelo Gagliardi e in grado di impartire ordini anche durante la detenzione. L’obiettivo era mantenere la gestione delle attività illegali e influenzare le dinamiche interne al gruppo.
attività illecite principali
Tra i reati contestati figurano associazione di tipo mafioso, estorsione, incendi, detenzione illegale di armi, spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni. Le indagini hanno documentato richieste di denaro ai danni di imprenditori e operatori commerciali, accompagnate in alcuni casi da aggressioni e danneggiamenti.
dinamiche operative e deterrenti
Parte dei proventi sarebbe destinata al sostentamento dei detenuti contigui al gruppo, alimentando una cassa comune. È emersa anche la possibilità di intimidazione: aspiranti affiliati avrebbero dovuto sparare contro la caserma del Reparto Territoriale dei carabinieri di Mondragone, azione non realizzata grazie alle misure di difesa passiva e a servizi di prevenzione predisposti dall’Arma.
traffico di droga e logistica
Un aspetto centrale riguarda l’attività di spaccio, principalmente cocaina, crack e hashish, ritenuta la principale fonte di guadagno. L’organizzazione ha coinvolto anche soggetti esterni al clan e ha impiegato una rete di consegne a domicilio tramite una piccola flotta di scooter, replicando un servizio delivery.
sequestro di beni e strumenti
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 1.100 grammi di cocaina e 500 grammi di hashish, oltre a pistole Beretta: una calibro 7,65 con serbatoio e 9 cartucce e una Beretta modello 84 con serbatoio e 36 cartucce. I provvedimenti sono stati adottati in fase preliminare; i destinatari possono presentare ricorso e sono presumibilmente innocenti fino a prova contraria.
misure cautelari e sviluppo investigativo
La Procura di Napoli ha disposto 21 misure cautelari, con 13 destinatari in carcere, 5 arresti domiciliari e 3 obblighi di presentazione. Ulteriori quattro persone risultano indagate a piede libero. L’indagine, avviata nel 2023 e condotta dai militari dell’Arma guidati dal tenente colonnello Antonio Bandelli, avrebbe evidenziato una struttura criminale stabile al vertice, capace di dirigere le attività illecite e di gestire economie illegali.
descrizione operativa e sviluppo delle indagini
Il contesto investigativo descrive una rete criminale in grado di coordinare episodi estorsivi, minacce e attività di spaccio lungo il territorio, mantenendo un controllo capillare nonostante le misure restrittive in atto. Le forze dell’ordine hanno attuato misure di prevenzione e di difesa per contrastare l’escalation criminale.
nominativi principali
Questo paragrafo sintetizza le figure chiave emerse nel contesto investigativo. Di seguito i nomi principali:
- Angelo Gagliardi, detto Mangianastri
- Luciano Santoro
- Alessandro De Pasquale

