Bimbo trapiantato chirurgo interrogato per tre ore ricostruzione sempre coerente

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Bimbo trapiantato chirurgo interrogato per tre ore ricostruzione sempre coerente

Un interrogatorio lungo, serrato e centrale per ridefinire dettagli che possono incidere in modo decisivo sull’impianto accusatorio: nel caso del trapianto di cuore del piccolo Domenico Caliendo, la difesa del chirurgo sotto accusa ha ricostruito l’andamento del confronto, insistendo sulla coerenza delle risposte fornite dal medico e sul significato attribuito alla precisione dei tempi indicati nei documenti clinici.

interrogatorio bis: risposte coerenti del dottor oppido

Al termine dell’interrogatorio bis, durato tre ore, i legali del chirurgo hanno riferito che il dottor Oppido avrebbe risposto alle domande del giudice e del pubblico ministero, confermando una ricostruzione logica e cronologica già sostenuta in precedenza e mai modificata. La difesa ha indicato a supporto dati documentali ritenuti determinanti per mantenere continuità nella versione dei fatti.

accuse e nodo documentale: omicidio colposo e falso in cartella

Il medico risulta indagato per omicidio colposo e falso in cartella clinica. Proprio su quest’ultima contestazione, secondo l’impostazione difensiva, la definizione dei tempi dell’inizio dell’espianto assume un valore cruciale.

La contestazione ruoterebbe attorno a dati che non risulterebbero coincidenti: da una parte i dati della cartella cec compilata dalla perfusionista, dall’altra il referto operatorio. La comparazione tra le fonti documentali sarebbe il punto di frizione su cui la difesa intende ribadire la propria lettura degli eventi.

mutamento dell’accusa e clampaggio aortico: il confronto sulla tempistica

La difesa ha sostenuto la necessità di registrare un mutamento dell’accusa alla luce delle produzioni documentali presentate. L’argomentazione si basa sul fatto che, secondo i legali, anche i consulenti del pubblico ministero avrebbero condiviso che il clampaggio aortico non potesse essere avvenuto se non pochi minuti prima dell’espianto, indicato alle ore 14.34, e non antecedentemente alle 14.24.

avviamento alla circolazione extracorporea e cardiectomia: continuità della procedura

I legali hanno affermato che non emergerebbe una mancanza di contestualità tra quanto dichiarato e quanto documentato. Secondo questa ricostruzione, il dottor Oppido e la dottoressa Bergonzoni avrebbero sempre confermato di aver avviato la pratica di avviamento alla circolazione extracorporea quando l’equipe di espianto aveva raggiunto l’ospedale, e di aver avviato la cardiectomia quando il box era giunto in sala.

catena di responsabilità e via libera bolzano: ok cuore

La difesa ha inoltre ribadito che il medico avrebbe operato nel pieno rispetto della catena di responsabilità. In base a quanto sostenuto, il chirurgo avrebbe ricevuto il via libera dall’equipe di espianto a Bolzano, tramite un’indicazione riportata come “ok cuore”.

elementi chiave richiamati nelle difese

  • interrogatorio bis concluso con risposta alle domande del giudice e del pm e mantenimento di una ricostruzione cronologica coerente
  • focus sull’ipotesi di falso in cartella clinica collegata alla tempistica dell’espianto
  • comparazione tra cartella cec della perfusionista e referto operatorio
  • posizionamento del clampaggio aorticopochi minuti prima” dell’espianto, con riferimento alle 14.34 e alla non anteriorità rispetto alle 14.24
  • avvio circolazione extracorporea e cardiectomia legati all’arrivo dell’equipe e del box in sala
  • operatività secondo la catena di responsabilità e via libera con “ok cuore” dall’equipe a Bolzano

persone nominate nelle ricostruzioni della difesa

All’interno delle affermazioni difensive vengono citati i seguenti nominativi:

  • dottor Oppido
  • dottoressa Bergonzoni
  • Vittorio Manes
  • Alfredo Sorge
  • piccolo Domenico Caliendo
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Categorie: Cronaca

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