Bimbo deceduto dopo trapianto cardiaco: indagine sulle responsabilità tra le Asl

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Bimbo deceduto dopo trapianto cardiaco: indagine sulle responsabilità tra le Asl

Una vicenda sanitaria di rilievo nazionale mette a fuoco tematiche di gestione di organi, responsabilità operative e percorsi investigativi. Il caso riguarda il decesso del piccolo Domenico Caliendo, avvenuto dopo un trapianto effettuato a Napoli e legato a una serie di verifiche sull’intero iter di prelievo, trasporto e conservazione dell’organo. in questo contesto, si delineano atti, dichiarazioni e procedure ancora in corso, con l’obiettivo di fare chiarezza sui fatti e sulle responsabilità coinvolte.

trapianto del bambino domenico caliendo: stato delle indagini e responsabilità

audio consegnato in procura

La madre del bambino, Patrizia Mercolino, ha depositato una chiavetta contenente una registrazione e si è presentata in Procura insieme all’avvocato Francesco Petruzzi per chiedere di essere ascoltata dal pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante. La registrazione riguarda una conversazione avvenuta nel giorno in cui è stato comunicato che non esisteva più possibilità di proseguire l’intervento, dopo la riunione dell’équipe interdisciplinare che coinvolgeva esperti a livello nazionale. Il contenuto, descritto dall’avvocato, contiene la domanda sul cambiamento repentino del parere medico riguardo all’operabilità.

responsabilità nel trasporto e nella conservazione dell’organo

Secondo le dichiarazioni ufficiali, la responsabilità del trasporto e della conservazione del cuore ricade sull’équipe che riceve l’organo. Nel caso specifico, tale riferimento riguarda l’équipe del ospedale Monaldi, con l’ente sanitario dell’Alto Adige che richiama la necessità di riferimenti chiari sulle responsabilità assegnate tra le strutture coinvolte. Il punto centrale riguarda chi ha gestito la conservazione e quali misure sono state messe in atto per preservare l’organo durante il tragitto.

inchieste e accertamenti in corso

È atteso l’intervento degli ispettori del Ministero della Salute presso l’ospedale San Maurizio di Bolzano, con accesso al materiale sanitario relativo all’espianto e al successivo trasporto. Parallelamente, sono in corso verifiche sull’uso del ghiaccio secco nel contenitore destinato al trasporto dell’organo, elemento ritenuto determinante nelle dinamiche che hanno portato al danno. Le verifiche interne sono state attivate immediatamente dopo la denuncia dell’evento.

dichiarazioni delle strutture sanitarie

La Direzione generale ha espresso fiducia nelle indagini e ha ribadito la collaborazione con la magistratura fin dall’inizio, al fine di identificare eventuali responsabilità. Le aziende coinvolte hanno riferito di aver seguito le procedure di conservazione e hanno spiegato che, in merito all’uso del ghiaccio, si è operato distinguendo tra ghiaccio sterile e non sterile quando necessario.

status del caso e reazione pubblica

Il programma di indagine ha anche evidenziato che Domenico Caliendo è deceduto sabato mattina, dopo circa sessanta giorni di coma farmacologico, a seguito di un cuore danneggiato durante il trasporto tra Bolzano e Napoli. L’incidente probatorio è stato attivato dalla Procura per tutelare i sette medici indagati e fare luce sulle dinamiche che hanno portato al decesso, nel contesto di un evento che ha coinvolto diverse realtà sanitarie.

persone chiave

  • Patrizia Mercolino
  • Francesco Petruzzi
  • Giuseppe Tittaferrante
Bimbo del trapianto fallito

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