Assolto per legittima difesa l'uomo accusato dell'omicidio del tredicenne di Cipriano d'Aversa

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Assolto per legittima difesa l'uomo accusato dell'omicidio del tredicenne di Cipriano d'Aversa

In Campania, una sentenza della Corte d’appello di Napoli definisce una vicenda giudiziaria complessa legata a un fatto del 2013 ad Aversa. L’imputato Agostino Veneziano è stato assolto dall’accusa di omicidio in favore della legittima difesa, in un contesto giudiziario segnato da passaggi processuali e ricorsi pluriennali che hanno tenuto in tensione le parti coinvolte.

agostino veneziano assolto per legittima difesa aversa

La decisione della Corte d’appello riconosce esplicitamente la legittima difesa dell’imputato, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. L’esito ha chiuso formalmente uno dei capitoli più controversi della cronaca giudiziaria campana recente, dopo una serie di verifiche e rilavorazioni delle prove presentate durante i procedimenti.

contesto storico e sviluppo delle sentenze

Il procedimento ha visto diverse valutazioni: una condanna in primo grado a 13 anni, poi una riduzione a 10 anni in grado d’appello. Nel 2023 la Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio, dando avvio a un nuovo dibattimento di secondo grado che si è concluso con una condanna a 8 anni, successivamente cancellata nel 2024 per approfondire la sussistenza della legittima difesa. Il filo conduttore ha investito il tema centrale della difesa e della dinamica dell’episodio, con la corte che ha ritenuto provata la costituzione di stato di necessità difensivo dell’imputato.

dinamiche probatorie e posizioni della difesa

Secondo quanto sostenuto dalla parte civile, l’autopsia descriverebbe una dinamica diversa dall’ipotesi difensiva: si sostiene che Emanuele Di Caterino sarebbe stato colpito alle spalle, con un fendente dall’alto verso il basso, in una fase in cui non rappresentava più un pericolo imminente. Questi elementi, a detta della parte accusatrice, sembrerebbero incompatibili con la legittima difesa prevista dalla legge.

arma e assetto dei procedimenti paralleli

Un aspetto centrale riguarda la ricostruzione dell’arma: inizialmente indicata come rinvenuta sul luogo, la sua attribuzione è stata oggetto di discussione, parallelamente all’esame di due procedimenti distinti scaturiti dalla stessa notte del 7 aprile 2013: uno per l’omicidio di Emanuele e l’altro per il tentato omicidio e le lesioni inflitte ai quattro amici del ragazzo. Nel filone relativo agli amici, Veneziano era stato assolto in forma di legittima difesa, elemento che ha influito sul decorso complessivo del caso.

Con la recente pronuncia di assoluzione, la Corte d’appello chiude definitivamente una delle vicende più rilevanti della cronaca giudiziaria della regione, mentre la famiglia della vittima resta convinta di non aver ottenuto giustizia piena per la perdita di Emanuele, avvenuta a soli tredici anni.

Nel corso della lettura del dispositivo, la reazione è stata molto intensa nell’aula: la madre della vittima ha contesto la sentenza, esprimendo dissenso verso l’esito e attribuendo responsabilità agli elementi difensivi della difesa.

Nominativi coinvolti nel caso

  • Agostino Veneziano
  • Emanuele Di Caterino
  • Amalia Iorio (madre di Emanuele)
  • Maurizio Zuccaro
  • Sergio Cola
  • Barbara Esposito

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