Accuse di droga e legami con i Casalesi: il cognato pentito accusa Diana

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Accuse di droga e legami con i Casalesi: il cognato pentito accusa Diana

Nel contesto del processo di secondo grado che coinvolge Gaetano Diana, emerge una novità significativa: la Direzione distrettuale antimafia depositerà i primi verbali del nuovo collaboratore di giustizia, Vitaliano Raimondo, grazzanisano. Si configura un confronto a distanza che, per ora, avviene solo sulla carta e mette al centro una dinamica tra due trentenni cresciuti nello stesso territorio, nonché tra due cognati, legati da un vincolo familiare che rende la vicenda ancora più intricata.

gaetano diana e vitaliano raimondo: processo in appello a casal di principe

deposito dei verbali e lettura delle dichiarazioni

La Dda, guidata dal procuratore della Repubblica Maurizio Giordano, ha comunicato agli avvocati di Diana e di Bixi Ergon il deposito degli atti. Lunedì, in udienza, sarà possibile leggere per la prima volta le dichiarazioni di Raimondo e, qualora fosse richiesto, procedere all’interrogatorio tramite video-collegamento.

la figura di vitaliano raimondo

Raimondo, arrestato per droga e per la detenzione di proiettili, con in casa un giubbotto antiproiettile, ha avviato da settimane il percorso di collaborazione con la giustizia. Dopo periodi di arresti domiciliari e oscuri conteggi, ha scelto di rivelare informazioni utili agli inquirenti, percorso che risulta ancora in corso.

l’imputazione e l’evoluzione del processo

Diana è a processo a seguito di ricorso della Procura per presunta appartenenza a un’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di narcotici, con aggravante mafiosa. L’esito del primo grado ha visto l’assoluzione, ma il giudizio d’appello resta aperto per valutare i nuovi elementi emergenti, inclusi i racconti di Raimondo. Accanto a Diana figura Bixi Ergon, albanese ma residente nell’area agro caleno, anch’egli imputato per spaccio, assistito dagli avvocati Alfredo Santacroce e Raffaele Russo.

dinamiche familiari e rapporti con il clan

Tra gli elementi contestati emergono legami che ampliano la portata dell’inchiesta. Secondo le ricostruzioni, Diana sarebbe stato collegato a una gang di livello operativo all’interno del clan, con riferimenti a una figura di rilievo e a una rete di contatti che coinvolgeva familiari stretti. Il contesto familiare e i rapporti di parentela amplificano la complessità della vicenda giudiziaria e della gestione delle evidenze presentate in aula.

incontri e contatti con esponenti del clan

Nell’orizzonte investigativo emergono relazioni e incontri riferiti al periodo di rientro in libertà di figure legate all’organizzazione criminale. In particolare, Emanuele Libero Schiavone, figlio del capoclan Sandokan, sarebbe stato coinvolto in contatti con Diana nel 2024 per questioni legate alle attività criminali. Attualmente Schiavone è nuovamente detenuto per droga e armi, e gli sviluppi indicano una possibile fase di faida tra diverse fazioni criminali per il controllo dello spaccio, con episodi di violenza non riusciti.

scenario attuale e prospettive

La situazione giuridica resta aperta all’esito delle prossime produzioni probatorie e dell’esame delle dichiarazioni rese da Raimondo. Il ruolo di Diana e la portata dei contatti con esponenti consimili del clan continueranno a essere valutati nel quadro della seconda, eventuale fase decisionale del processo, con l’evoluzione degli elementi di prova presentati dalla Guardia di finanza e dalla procura.

Nominativi principali citati nel testo

  • Gaetano Diana
  • Vitaliano Raimondo
  • Francesco Zagaria, detto Ciccio ’e Brezza
  • Teresa Vitola
  • Massimo (collaboratore di giustizia)
  • Emanuele Libero Schiavone
  • Elio (Eliuccio) Schiavone
  • Antonio Mezzero
  • Michele (sodale di Mezzero)
Gaetano Diana (assolto in primo grado) e Vitaliano Raimondo (collaboratore di giustizia)

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