Truffe agli anziani: i fondi finiscono a Napoli e Salerno
Un complesso schema di truffe finanziarie rivolto agli anziani è emerso dall’analisi di un’indagine in prosecuzione. La rete ha strutturato un sistema ramificato che lega messaggi mirati, un call center e conti correnti, creando una catena di sottrazione di risparmi mediante canali digitali e trasferimenti internazionali.
truffe agli anziani: quadro operativo e sviluppo delle indagini
Il meccanismo prende avvio da messaggi di testo inviati in massa indirizzati a potenziali vittime casuali. Gli autori si presentano come operatori di una società di pagamento digitale, sostenendo che sia in corso un pagamento non autorizzato e inducendo la vittima a contattare un numero indicato. Durante la conversazione, la vittima viene guidata a fornire le credenziali di accesso e i dati del dispositivo, aprendo la strada all’accesso al home banking.
Con l’accesso ottenuto, l’obiettivo è innalzare il limite dei bonifici istantanei e avviare due disposizioni di pagamento di importi significativi: 48.500 euro e 47.800 euro, inviati verso conti correnti intestati a soggetti campani situati tra Napoli e Salerno. Le somme, in gran parte, sono state trasferite su conti esteri in Belgio e Lussemburgo, gestiti da società controllate da altri soggetti campani, titolari di numerosi rapporti con diverse banche.
Una porzione del denaro è stata prelevata in contanti agli sportelli ATM nelle province di Napoli e Salerno. L’insieme di operazioni ha rivelato un circuito strutturato per mettere a segno truffe, soprattutto ai danni di persone anziane.
l’indagine e i luoghi chiave
Le prime attività investigative hanno localizzato gli indagati in Campania (Napoli e Salerno) e hanno portato a diverse perquisizioni: domiciliari, veicolari e personali. Tra il materiale sequestrato figurano un elevato numero di carte prepagate Postepay Evolution intestate a soggetti fittizi, documentazione bancaria utile, telefoni cellulari e SIM. L’analisi ha svelato l’uso di migliaia di messaggi di testo diretti a vittime casuali, gestiti da soggetti residenti in comuni della provincia di Firenze—Fucecchio, Empoli e Santa Croce sull’Arno—e inoltrati tramite sim multi-sim alloggiati in consolle, capaci di sostenere numerose operazioni intestate a cittadini di nazionalità straniera, in prevalenza pakistani.
Il call center è stato individuato in un locale del Comune di Santa Croce sull’Arno. Sono stati rintracciati due intermediari nei comuni di Fucecchio ed Empoli impegnati nell’intestazione delle schede SIM a persone extracomunitarie e nella successiva fornitura ai soggetti che le hanno impiegate per fini illeciti.
L’operazione ha portato al ritrovamento di un pakistano di 38 anni all’interno del call center e di due esercizi di telefonia gestiti da altri cittadini pakistani, con sequestro di 3 apparati modem multisim, 685 SIM Iliad, 6 notebook, 1 router 4G, 9 telefoni cellulari, 4 personal computer e 1 supporto informatico.
Questo risultato consente di interrompere il flusso quotidiano di migliaia di sms-truffa, provenienti dall’impianto domestico, che raggiungevano una platea ampia di potenziali vittime ed esponendo al rischio di perdita patrimoniale soprattutto gli anziani. Il fenomeno è stato associato al cosiddetto smishing, confermando l’impatto economico e sociale di tali pratiche criminali.
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