Traffico di droga nelle carceri: i clan controllano il mercato con grandi quantitativi

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Traffico di droga nelle carceri: i clan controllano il mercato con grandi quantitativi

Un’operazione della polizia penitenziaria in Campania mette in luce una rete criminale capace di gestire l’ingresso di droghe e dispositivi all’interno delle carceri, mirata a fornire ai detenuti le risorse necessarie a mantenere contatti e scambi illeciti. L’intervento ha consentito di intercettare una consistente quantità di sostanze stupefacenti e di telefoni cellulari, evidenziando la pericolosità di tali flussi anche nelle strutture detentive.

poggioreale: sequestro di droga e dispositivi nel penitenziario

poggioreale: dettagli operativi e ritrovamento

Nel corso dei controlli, è stato rinvenuto un carico significativo destinato al dettaglio nelle aree detentive. All’interno di due padiglioni sono stati individuati quasi un chilo di hashish, 45 grammi di cocaina e una decina di cellulari, tra smartphone e micro-cellulari. Il materiale è stato immediatamente sequestrato e sono in corso indagini per identificare le modalità con cui è entrato nell’istituto.

poggioreale: dinamiche criminali e responsabilità

Secondo gli investigatori, solo grandi cartelli ben organizzati, come i Licciardi e i Mazzarella, sarebbero in grado di gestire simili flussi. Gli inquirenti sottolineano la necessità di innalzare il livello di allerta per contrastare questo fenomeno e per proteggere l’ambiente detentivo.

poggioreale: strumenti avanzati e stato del personale

Le sigle sindacali della polizia penitenziaria chiedono l’impiego di strumenti tecnologicamente avanzati, quali i jammers, per schermare le sezioni detentive ed evitare contatti clandestini con l’esterno. Nonostante un deficit di organico di 150 unità, la squadra ha dimostrato grande spirito di sacrificio, riuscendo a mantenere l’ordine e la sicurezza interna.

poggioreale: conclusioni e prospettive

La direzione dell’istituto, insieme alle rappresentanze sindacali, evidenzia la determinazione nel garantire un ambiente detentivo sicuro e legale e richiama l’esigenza di ulteriori risorse e strumenti per contrastare i flussi illegali di droga e di telefoni, salvaguardando l’incolumità di detenuti e operatori.

Paolo Abbatiello

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