Spray al peperoncino per gli agenti penitenziari: arriva anche nelle carceri di Napoli

• Pubblicato il • 3 min
Spray al peperoncino per gli agenti penitenziari: arriva anche nelle carceri di Napoli

Dal 22 dicembre 2025 è avviata una sperimentazione di un dispositivo dissuasivo basato sull’Oleoresin Capsicum destinato al personale della polizia penitenziaria. L’iniziativa riguarda aree operative di accesso, gestione e controllo delle detenute e dei detentori, con attenzione al principio di proporzionalità tra offesa e difesa e a una verifica strutturata dei risultati.

spray al peperoncino in uso operativo: ambito, condizioni e durata

ambito di impiego e contesto operativo

Il dispositivo è previsto per essere impiegato in situazioni di azione violenta, minaccia o resistenza rivolta agli operatori o a terzi coinvolti. Le cartucce destinate all’attività addestrativa e lo spray decontaminante contengono esclusivamente sostanze non nocive. La sperimentazione durerà sei mesi e interesserà ambienti tipici delle attività quotidiane della polizia penitenziaria: celle e aree detentive, corridoi, rotonde e spazi interni ed esterni ai reparti, aree all’aperto, nonché trasporto e traduzione dei detenuti, inclusi contesti in cui operano i gruppi speciali Gom, Gio e Gir.

divieto di utilizzo e gestione della prova

È previsto il divieto di utilizzo all’interno degli automezzi della polizia penitenziaria durante la fase sperimentale. Al termine del periodo di valutazione, una commissione dedicata stenderà una relazione conclusiva che sarà sottoposta al responsabile del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per la valutazione sull’eventuale adozione definitiva del dispositivo.

valutazione della sperimentazione e sviluppo delle misure di sicurezza

La sperimentazione si muove in un contesto in cui si riconosce la necessità di strumenti efficaci, ma proporzionati, per far fronte a situazioni critiche senza compromettere la sicurezza delle persone coinvolte. La gestione delle aggressioni è al centro dell’attenzione, con la considerazione che interventi mirati possano contribuire a contenere i rischi per operatori e detenuti, incoraggiare una risposta ferma ma proporzionata e prevenire escalation.

proposte e strumenti complementari

In parallelo all’adozione sperimentale, si discutono ulteriori strumenti non letali per la gestione di soggetti non collaborativi o in stato di alterazione. Il Flash Ball (proiettili di gomma morbida da 44 millimetri a bassa energia) è indicato per offrire una forza equivalente a un pugno medio, con minori rischi di lesioni gravi. Il BolaWrap lancia un laccio in Kevlar lungo 2,5 metri che si avvolge rapidamente attorno al soggetto, limitandone i movimenti. In alcune realtà italiane è già in dotazione alle polizie municipali, con riscontri positivi nell’uso su persone non collaboranti.

La prospettiva di integrazione di tali strumenti resta subordinata alla valutazione dei risultati della sperimentazione e alle esigenze operative, con l’obiettivo di garantire una gestione sicura e proporzionata delle situazioni critiche.

Nominativi citati nel contenuto:

  • Stefano Di Michele
  • Donato Capece

Per te