Nuovo testimone emerge nell'incontro tra Luigi Bosco e Nicola Ferraro
Nel casertano emergono dettagli sull’indagine che ruota attorno a un sistema di corruttori attribuito a Nicola Ferraro, noto come “Fucone”. L’inchiesta si concentra su gare pubbliche nel settore dell’igiene urbana e della sanificazione, con presunte interazioni tra imprenditoria e politica volte a favorire ditte legate tra loro.
sistema ferraro: dinamiche tra politica e imprese
La Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha inserito nel quadro investigativo elementi che mirano a contrapporre la decisione del gip di Napoli, ritenendo insufficiente l’aggravante mafiosa per alcuni indagati. Tra i soggetti coinvolti figura Luigi Bosco, ex consigliere regionale e ora leader regionale di Azion, a cui viene contestato concorso esterno in associazione mafiosa. Il materiale in atti descrive legami tra Bosco e Ferraro, supportati da dichiarazioni di un imprenditore del terzo settore, deputato a raccontare i rapporti instauratisi dal 2017 in poi.
dove si sono intrecciate le relazioni
Secondo le ricostruzioni dell’indagine, i colloqui fra Bosco e l’imprenditore si svolgevano prevalentemente nella sede della segreteria politica di Casapulla e, talvolta, in luoghi pubblici, come locali vicino al casello di Caserta Nord. In una circostanza, un gruppo consistente di presenti avrebbe incontrato Ferraro; l’imprenditore ha riferito di non conoscere Ferraro all’epoca, riconoscendolo solo in seguito sulle foto pubblicate dalla stampa.
ruolo delle procedure di gara
La Dda sostiene che Bosco avrebbe interceduto presso dirigenti delle ASL di Benevento e Caserta per consentire affidamenti a ditte riconducibili a Ferraro. In cambio, sarebbe stata promessa una quota del 2% dell’importo affidato e assunzioni, per motivi clientelari, presso la Dussmann e altre aziende legate al sistema, tra cui quella di Giuseppe Rea.
turbativa d’asta e altri filoni
È contestata anche una presunta turbativa d’asta legata a un appalto per la disinfestazione dalla legionella nel 2022, con riferimenti a Roberto Fiocco della Firotek come beneficiario dell’appalto in cambio di una quota del 5%. Per orientare il nuovo bando, si sarebbero verificate manovre mirate a sospendere e poi annullare la procedura, con la partecipazione di Luigi Bosco che interloquiva con il direttore generale Amedeo Blasotti. Le condotte, ricostruite dall’accusa, si inscrivevano nell’auspicio di infiltrare gli appalti sanitari tramite un legame con il clan dei Casalesi.
andamento giudiziario e prospettive processuali
La Procura ha rinunciato all’appello al Riesame su alcuni profili, mantenendo l’ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa per Bosco e altri indagati, mentre sono state annullate molte misure cautelari dal Riesame su richiesta dei difensori. L’inchiesta, che coinvolge 34 persone, continua a delineare i contorni di un sistema di pressioni e di irregolarità legate agli appalti. Le tesi accusatorie saranno valutate nel corso di eventuali procedimenti giudiziari.
La dinamica descritta integra i profili di corruzione, di turbativa d’asta e di influenza politica in un contesto in cui appare centrale la presenza di figure pubbliche e di imprese legate al mondo degli appalti sanitari.
persone coinvolte principali
- Ilario Aniello
- Nicola Ferraro
- Luigi Bosco
- Domenico Romano
- Amedeo Blasotti
- Roberto Fiocco
- Giuseppe Rea
- Luigi Rea
- Paolo Verolla
- Luigi Verolla
- Carlo Ciummo
- Vittorio Ciummo
- Felice Foresta
- Antonio Moraca
