Inquieto svela il motivo del Romania al summit con il nipote di Zagaria
Questo profilo espone i rapporti tra il contesto casertano e le dinamiche imprenditoriali legate al clan Zagaria, focalizzandosi sulle dichiarazioni rilasciate da Nicola Inquieto nell’ambito di un percorso di collaborazione con la giustizia. L’analisi sintetizza passaggi chiave, incontri e movimenti di capitale che hanno coinvolto diverse figure centrali nel contesto criminale e nelle attività di controllo degli asset aziendali.
nicola inquieto e le connessioni del clan zagaria
Nicola Inquieto avrebbe mantenuto legami con la regione casertana nonostante la sua permanenza all’estero, trasferendosi a Pitesti, in Romania, per impiegare risorse della rete Zagaria. Secondo i racconti forniti ai magistrati della Dda di Napoli, inviava proventi relativi a attività gestite all’estero alla famiglia del boss conosciuto come Capastorta, pur rimanendo in contatto con chi, in momenti diversi, sosteneva la cosca dopo l’arresto di Michele Zagaria nel dicembre 2011. Il percorso di collaborazione intrapreso da Inquieto è stato riportato ai pubblici ministeri Maurizio Giordano e Andrea Mancuso.
un incontro cruciale nel 2014
Nel corso dell’interrogatorio, Inquieto ha riferito di un summit tenutosi nel 2014 con Filippo Capaldo, nipote del capoclan, che in quel periodo era rientrato da poco in libertà. L’indagato ha precisato di esser giunto in Italia dalla Romania perché Capaldo rappresentava, in quella fase, la famiglia Zagaria. Al centro della riunione vi era una questione imprenditoriale delicata legata alla gestione delle quote della Aurora Service, società riconducibile al capo cosca e gestita da lui stesso. Lo scopo era la cessione delle quote, ma richiedeva l’approvazione degli Zagaria.
la dinamica della cessione delle quote
Secondo quanto riferito da Inquieto, l’organizzazione dell’incontro fu affidata a Mario Nobis, figlio di ’Scintilla’, storico luogotenente di Zagaria. Oltre a Nobis e Filippo Capaldo, era presente anche Francesco Capaldo, fratello di Filippo. Da quanto riferito, l’autorizzazione per la cessione delle quote fu conferita per consentire a Giuseppe Inquieto di alienare le quote della società verso terzi, nonostante precedenti accuse di associazione mafiosa nei suoi confronti, poi assolte.
contesto giudiziario e risvolti dell’inchiesta
Le dichiarazioni di Inquieto sono state depositate dalla Procura generale di Napoli nel contesto di un processo d’appello nato dall’indagine della Dda sui tentacoli del clan Zagaria nel centro commerciale Jambo, attualmente confiscato e affidato a un amministratore giudiziario. Il fascicolo riguarda anche presunte infiltrazioni nell’amministrazione comunale degli anni in cui il capo era detenuto. Le informazioni fornite dallo stesso Inquieto sono state valutate dai giudici nell’ambito del giudizio in corso.
protagonisti principali della vicenda:
- Nicola Inquieto
- Filippo Capaldo
- Giuseppe Inquieto
- Mario Nobis
- Francesco Capaldo
- Michele Zagaria
- Capastorta
