Fortino della droga a Pescopagano: sette arresti per spaccio
Un’indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere ha messo in luce un’operazione mirata al controllo dello spaccio di sostanze stupefacenti lungo il litorale domitio, con una rete articolata che vede protagonisti gruppi di diversa origine etnica e una notevole centralità della famiglia Carandente. L’indagine, condotta tra il 2023 e il 2024, ha portato all’emissione di misure cautelari a carico di soggetti residenti nell’area di Castel Volturno, evidenziando dinamiche di distribuzione e controllo del territorio ben strutturate.
spaccio di droga a castel volturno: operazione e arresti
La Procura ha richiesto e ottenuto nove misure cautelari: quattro principali ordinanze restrittive in carcere, due domiciliari e due interdizioni, oltre a un interrogatorio preventivo che ha segnato l’avvio formale delle indagini. Le misure hanno riguardato principalmente membri della famiglia Carandente e altri soggetti legati a loro o residenti nell’area circostante. Le accuse contestate comprendono detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con alcune ipotesi di porto di arma non autorizzato per particolari indagini su armi presenti in contesti di spaccio.
In particolare, sono stati indicati come destinatari delle misure quattro fratelli/bambini della stessa famiglia — Carlo, Vincenzo, Antonio e Ivan Carandente — ai quali si aggiungono altri familiari e affiliati. A piede libero, invece, risulta Fabiana Carandente, coinvolta in questioni concernenti trasferimenti di beni. Le persone arrestate e poste agli arresti domiciliari risultano residenti nell’area di Castel Volturno e nei comuni limitrofi, dove l’attività illecita è stata ricostruita come una rete in grado di operare in modo continuativo.
Il lavoro investigativo, condotto dai carabinieri guidati dal tenente colonnello Antonio Banelli, ha tracciato un profilo operativo che evidenzia un’enclave dello spaccio nell’area di Pescopagano, al confine tra Castel Volturno e Mondragone. Le attività dell’Arma hanno documentato circa 400 cessioni di sostanze stupefacenti in quella zona, verificate attraverso registrazioni video, intercettazioni ambientali e telefoniche, nonché servizi di osservazione e l’installazione di ulteriori sistemi di videosorveglianza.
cronologia, luoghi chiave e perimetro dell’inchiesta
L’indagine è partita nel settembre 2023 dall’analisi delle riprese in via Luca Della Robbia, considerata tra i principali punti di riferimento per l’acquisto di droga nell’area di Pescopagano. Le immagini hanno mostrato un flusso costante di soggetti interessati, a qualsiasi ora, confermando l’esistenza di un’attività di spaccio continua e organizzata. L’indagine ha poi ampliato il perimetro d’intervento includendo strade quali via Dal Zotto e via Buonarroti, evidenziando un meccanismo articolato che assegna ruoli precisi all’interno del gruppo.
Secondo gli accertamenti, alcuni indagati, pur non risultando impiegati, operavano stabilmente nel settore della vendita di stupefacenti, indirizzandosi verso una clientela abituale e nota alle forze dell’ordine.
modalità operative e sostanze coinvolte
Gli investigatori hanno documentato tattiche finalizzate a eludere i controlli: lo stupefacente veniva spostato e occultato in depositi diversi nell’arco della giornata, rendendo difficile l’individuazione dei nascondigli e dei carichi. L’indagine ha anche mostrato una distribuzione differenziata delle sostanze: crack e cocaina sarebbero stati gestiti da Vincenzo Carandente, Sabrina Uliano e Roberta Sessa; eroina da Antonio Carandente e Prince Akom; crack e cocaina anche per Ivan Carandente e Sonja Antic; hashish affidato a Carlo Carandente e Osazee Obasuyi.
Le risultanze indicano una struttura di gestione ben definita, che ha permesso di ampliare la zona di attività oltre il quartiere originario fino a comprendere nuovi snodi periferici, mantenendo una rete di approvvigionamento e vendita relativamente stabile nel tempo.
Nel contesto operativo, l’impegno delle forze dell’ordine è stato rimarcato dalla sorveglianza, dall’uso di sistemi di monitoraggio e da una ricostruzione dettagliata delle dinamiche di gruppo, che hanno consentito di delineare ruoli e responsabilità all’interno dell’intera operazione.
Nel quadro dell’inchiesta, la presenza di armi è stata oggetto di accertamenti, seppur la detenzione e l’uso di tali strumenti non siano stati attribuiti a tutti gli indagati in modo uniforme; l’esito degli accertamenti è stato affidato al Gip Maria Pasqualina Gaudino del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
In sintesi, l’indagine evidenzia una rete di spaccio radicata nel territorio, capace di mantenere una domanda costante e di gestire flussi di sostanze stupefacenti attraverso una logistica organizzata e differenziata, con un impatto significativo sull’area tra Castel Volturno e Mondragone.
nominativi principali coinvolti nell’indagine
- Carlo Carandente
- Vincenzo Carandente
- Antonio Carandente
- Ivan Carandente
- Sabrina Uliano
- Roberta Sessa
- Sonja Antic
- Osazee Obasuyi
- Prince Akom
- Fabiana Carandente
