Fondi tagliati per il Ponte sullo Stretto: Napoli penalizzata nei trasporti

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Fondi tagliati per il Ponte sullo Stretto: Napoli penalizzata nei trasporti

Il rapporto Pendolaria 2025 di Legambiente descrive una Campania dove il trasporto pubblico presenta segnali di arretramento e dove le scelte di investimento risultano sbilanciate rispetto alle esigenze di mobilità quotidiana. Napoli = caso emblematico di difficoltà operative e di risorse destinate a progetti non immediatamente funzionali al sistema metropolitano.

trasporto pubblico in campania: scenari e criticità

scenario finanziario per il 2026

La legge di Bilancio 2026 determina una contrazione dei fondi destinati al collegamento tra la stazione ad alta velocità di Afragola e la metropolitana di Napoli: le risorse scendono da 30 milioni a 15 milioni di euro, con un impatto su un’infrastruttura pensata per integrare alta velocità e trasporto urbano. La riduzione delle risorse incide sui tempi di realizzazione e sulle prospettive di integrazione tra diverse modalità di trasporto.

andamento dei treni regionali

Secondo il rapporto, nel 2026 il Fondo nazionale trasporti segna un decremento pari a 38% rispetto al 2009, anche tenendo conto dell’inflazione. Nel 2024 si è registrata una diminuzione di 185 treni regionali rispetto al 2023, causata dalla dismissione di convogli più vecchi e dalla mancata compensazione tramite nuovi acquisti. Il quadro si traduce in una gestione dell’offerta che appare limitata e non sufficiente a soddisfare la domanda.

confronti tra grandi opere e mobilità locale

un confronto di risorse tra grandi opere e tranvie

Il confronto tra investimenti resta molto netto: il progetto per il Ponte sullo Stretto assorbe circa 15 miliardi di euro per poco più di 3 chilometri, mentre con una frazione di quella cifra – circa 5,4 miliardi – è in corso la realizzazione di 250 chilometri di nuove tranvie in 11 città. Questa sproporzione è percepita come un ostacolo per Napoli e per l’intera regione, dove la mobilità locale risulta meno contemplata rispetto a grandi interventi infrastrutturali.

circumvesuviana e crisi del trasporto locale

crisi, ritardi e testimonianze dei pendolari

La Circumvesuviana resta simbolo di una cronica fragilità del sistema di trasporto pubblico. I comitati dei pendolari indicano una numero limitato di corse, ritardi, soppressioni e chiusure di tratte, stazioni prive di personale, vagoni spesso sovraffollati e una gestione ritenuta discriminatoria dell’offerta. L’insieme di questi elementi ha determinato un calo significativo degli utenti, con un pendolare tipico descritto come chi non ha alternative e deve subire continui disservizi.

responsabilità istituzionali e prospettive

richieste di una gestione trasparente e una visione rinnovata

Nel dibattito emergono accuse sull’assenza in dieci anni di un assessore regionale ai trasporti e sul funzionamento deficitario della consulta della mobilità, accompagnate da una gestione considerata fallimentare di Eav. I comitati chiedono una nuova visione, una gestione trasparente e competente e il rispetto per gli utenti del servizio pubblico, soprattutto in vista di una riorganizzazione della gestione regionale.

personalità citate nella fonte:

  • Roberto Fico — presidente della Regione Campania

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