Confessa un indagato per tangenti sui rifiuti

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Confessa un indagato per tangenti sui rifiuti

Nel casertano, un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli continua a delineare un quadro articolato di gare pubbliche, appalti nel settore dei rifiuti e pratiche corruttive. Le nuove dichiarazioni rese agli inquirenti approfondiscono i contatti tra imprese, amministratori locali e figure legate al contesto criminale. L’attenzione è rivolta a una rete che avrebbe orientato procedure e aggiudicazioni sfruttando relazioni e influenze, con episodi documentati e verificabili durante l’indagine.

sistema ferraro: nuove evoluzioni dell’inchiesta

sistema ferraro: contesto e nuove dichiarazioni

Un ulteriore sviluppo riguarda Aniello Ilario, rappresentante della Czeta, coinvolto nei procedimenti afferenti a una gara indetta dal comune di San Giorgio del Sannio per la gestione della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Secondo l’imputazione, Ilario avrebbe versato una tangente di 10mila euro ciascuno a Angelo Ciampi, allora sindaco, e a Pietro Buonanno, presidente della commissione di gara, per assicurarsi l’aggiudicazione dell’appalto. L’indagine descrive inoltre un acconto di 90mila euro da versare in più tranche natalizie, pasquali e ferragostane come parte di un patto corruttivo più ampio.

sistema ferraro: dinamiche di tangenti e ruoli locali

In base alle dichiarazioni, l’imprenditore avrebbe dato seguito a diverse consegne: una prima somma iniziale di 50mila euro in incontri successivi, inclusa una variazione di importi e tempistiche, e una richiesta iniziale di 150mila euro da parte del sindaco. Le modalità operative prevedevano contatti mirati, con un primo avvicinamento definito come “conoscitivo” presso l’abitazione del sindaco e successivi appuntamenti tramite intermediari. Un incontro documentato si sarebbe svolto in un bar di Napoli. Il racconto dell’indagato descrive ulteriori versamenti e una scansione temporale finalizzata a garantirsi l’esito della gara in favore della Czeta.

Il quadro include riferimenti alla vicenda di Arienzo, con indagini per corruzione in concorso anche a carico di altri protagonisti, tra cui Nicola Ferraro e figure politiche locali. L’imprenditore ha riferito di aver incontrato figure note, e di conoscere rapporti tra intermediari e soggetti affiliati al contesto di riferimento, elementi che consoliderebbero l’ipotesi di un sistema di tangenti nel comparto dei rifiuti.

sistema ferraro: elementi procedurali e prospettive processuali

La procura di Napoli ha insistito sull’accusa di associazione mafiosa, avanzando appello al Riesame per diverse posizioni. L’udienza è prevista per gennaio, con la considerazione che alcuni provvedimenti cautelari potrebbero essere confermati o modificati in base all’esito delle evidence e delle dichiarazioni depositate dall’indagato. Nel frattempo, viene confermata la posizione di alcune persone-chiave coinvolte nelle misure cautelari, mentre per altri rilievi la Dda ha rinunciato all’appello.

Il contesto resta configurato come una serie di rapporti tra aziende fornitrici, enti locali e figure politiche, con riferimenti all’autorevolezza e alle strutture delinquenziali che avrebbero influenzato l’assegnazione di servizi di igiene urbana e sanificazione in più comuni della regione.

Elenco nominativi presenti nella trattazione

  • Nicola Ferraro
  • Angelo Ciampi
  • Pietro Buonanno
  • Aniello Ilario
  • Domenico Romano
  • Domenico Raimo
  • Luigi Grimaldi
  • Luigi Bosco
  • Amedeo Balsotti
  • Antonio Moraca
  • Felice Foresta
  • Giuseppe Rea
  • Luigi Rea
  • Paolo Verolla
  • Luigi Verolla
  • Carlo Ciummo
  • Vittorio Ciummo
  • Minuccio ’o pazaglione
Il sindaco Giuseppe Guida e Nicola Ferraro

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