Arresti nel clan Amato Pagano: 11 fermi, tra cui imprenditori

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Arresti nel clan Amato Pagano: 11 fermi, tra cui imprenditori

Un’operazione della Direzione Investigativa Antimafia ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di undici persone, ritenute responsabili di associazione per delinquere di stampo camorristico affiliate al clan Amato Pagano. L’arresto è stato disposto dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, e coinvolge soggetti operanti nei comuni di Melito di Napoli, Mugnano di Napoli e, in parte, nei quartieri Secondigliano e Scampia. L’indagine traccia un quadro di responsabilità connesse a condotte di intestazione fittizia di beni e di riciclaggio, aggravate dall’aver operato per agevolare il clan. Il provvedimento è la prosecuzione di attività investigative avviate dal Centro Operativo DIA di Napoli, coordinate dalla DDA, che hanno evidenziato una struttura organizzativa articolata e ruoli ben definiti all’interno dell’associazione criminale.

operazione dia contro il clan amato pagano: contesto e origini

prospettive investigative e contesto criminale

Le indagini hanno messo in luce la dinamica di uno spaccato criminale nato in seguito alla scissione dal vecchio clan Di Lauro, con il gruppo che si è fatto conoscere anche come “scissionisti”. L’azione odierna conferma la persistenza operativa del clan Amato Pagano e la sua diffusa presenza sul territorio, caratterizzata dall’assegnazione di compiti specifici a ciascun sodale e da contributi forniti anche da soggetti non stabilmente inseriti nel sodalizio.

organizzazione interna e ruoli

Le indagini hanno evidenziato una struttura gerarchica con ruoli precisi, tra cui figure di vertice che guidano le attività illecite e affiliati che assicurano l’esecuzione delle azioni criminali, incluse attività in ambito estorsivo, riciclaggio e gestione di risorse. L’operazione delinea anche meccanismi di supporto economico per gli affiliati detenuti.

condotte su beni e contesti operativi

Un elemento emerso riguarda l’elargizione di cosiddette “mesate” ai familiari degli affiliati detenuti, di solito alle coniugate, proporzionata al ruolo ricoperto all’interno dell’organizzazione. Al tempo stesso, sono stati identificati luoghi ritenuti “sicuri” per riunioni, tra cui abitazioni di coniugi messe a disposizione degli affiliati. In contesto di riunione, gli abitanti si allontanavano lasciando la casa in piena disponibilità del clan.

utilizzo di veicoli e operazioni finanziarie

Alcuni membri di rilievo del clan erano titolari di fatto di veicoli di valore, fittiziamente intestati a imprese riconducibili a imprenditori compiacenti. Per celare l’origine della ricchezza, venivano redatti contratti di noleggio fittizi e si sviluppavano operazioni di riciclaggio ed autoriciclaggio di denaro proveniente da illeciti, versato su carte di credito prepagate per trasferimenti all’estero, inclusi pagamenti verso destinazioni in Spagna. Sono stati contestati anche tentativi di estorsione nei confronti di imprenditori.

indicazioni sull’ampiezza dell’organizzazione

La presente misura restrittiva segnala l’ulteriore conferma dell’operatività del clan Amato Pagano e della sua capillare presenza sul territorio, con un sistema di ruoli che garantisce continuità alle attività illecite e facilita la cooperazione tra affiliati e sodali esterni.

Nell’ambito di questa trattazione emergono riferimenti ai fondatori del gruppo criminale, che hanno guidato l’organizzazione nei suoi esordi e nel suo sviluppo.

  • Raffaele Amato
  • Cesare Pagano
Categorie: Cronaca

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