Anziani in povertà: fino a dieci anni di vita in meno

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Anziani in povertà: fino a dieci anni di vita in meno

Una valutazione mirata mostra come le condizioni socio-economiche negative influiscano sulla longevità degli over 60, evidenziando un divario significativo tra chi dispone di risorse e chi ne ha meno. I dati europei e statunitensi convergono nel descrivere un legame stretto tra reddito, accesso alle cure e durata della vita in buona salute, con conseguenze di rilievo per le politiche di sanità pubblica e di welfare.

disuguaglianze economiche e longevità: divario di mortalità tra redditi

Analisi recenti indicano che gli anziani appartenenti al quintile più povero presentano una mortalità notevolmente superiore rispetto a coloro che hanno redditi elevati. Nel periodo 2018–2022, il tasso di mortalità tra gli over 60 con condizioni economiche avverse si è attestato al 21%, contro circa 10,7% tra i coetanei con redditi medio-alti, con una differenza vicino a quasi dieci punti percentuali. Questa discrepanza si traduce, in media, in una perdita di circa nove anni di vita per chi si trova in condizioni di povertà, rispetto a chi gode di una situazione economica migliore.

meccanismi biologici e impatto sulla salute

Il malfunzionamento strutturale tra reddito e salute trova spiegazione in un persistente stress cronico legato al contesto di vita; tale condizione favorisce una infiammazione sistemica che coinvolge tessuti e organi. Le conseguenze biologiche includono una maggiore suscettibilità a patologie neurodegenerative, cardiovascolari e oncologhe, accompagnate da un effetto opposto sul sistema immunitario. In sintesi, la povertà economica si manifesta anche come un rischio biologico che riduce l’aspettativa di vita e la quota di anni vissuti in buona salute.

l'aumento delle disuguaglianze e la situazione italiana

Gli stessi trend si notano anche in contesti nazionali caratterizzati da sistemi di welfare moderni. In Italia, l’analisi internazionale più ampia ha evidenziato una crescita della povertà assoluta tra gli anziani, con circa un milione di over 65 interessati. Uno studio pubblicato nel 2017 nel progetto LifePath, che ha coinvolto anche l’Italia, ha mostrato una riduzione dell’aspettativa di vita tra le persone anziane in posizione socio-economica svantaggiata, nell’ordine di 4–7 anni, con impatti assimilabili ad altri fattori di rischio noti come sedentarietà, diabete e fumo.

prevenzione, sanità e politiche pubbliche

In un contesto di universalismo sanitario e di efficaci pratiche di prevenzione e medicina di base, l’innalzamento della pressione economica sulle strutture pubbliche rischia di erodere i benefici fin qui conseguiti. La sanità pubblica, insieme a interventi preventivi mirati, resta un pilastro decisivo per allungare la vita in buona salute. Le politiche economiche e sociali orientano direttamente gli esiti di salute della popolazione: costruire una società più giusta rappresenta una delle strategie più efficaci di sanità pubblica.

Personaggi principali citati nel testo

  • Dario Leosco – presidente SIGG e professore Ordinario di Geriatria, Università degli Studi di Napoli Federico II

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