Accordo per il ricollocamento dei dipendenti e ritiro delle denunce
La situazione legata alla Celli Group di Pozzuoli resta al centro di una vertenza che ha visto fin dall’inizio una mobilitazione collettiva dei lavoratori, volta a garantire tutele sociali, ricollocazione e chiarezza sul futuro occupazionale dello stabilimento. L’attenzione è centrata sull’equilibrio tra misure di sostegno al reddito e impegni concreti per ripristinare un tessuto produttivo stabile nel territorio.
celli group pozzuoli: stato della vertenza e prospettive per i dipendenti
Una prima conquista è arrivata dopo circa due mesi di occupazione: è stata riconosciuta una cassa integrazione di 18 mesi, che permette ai lavoratori di trascorrere un periodo natalizio più tranquillo e di affrontare le nuove condizioni con maggiore serenità. Nonostante questo precedente, la questione resta aperta e il percorso continuerà nei mesi a venire.
Il segretario provinciale di Napoli di Sinistra Italiana, Stefano Ioffredo, descrive la fase iniziale dell’agitazione come un momento in cui la proprietà non mostrava alcuna disponibilità a introdurre misure di protezione sociale, incentivi o una reale pianificazione del futuro occupazionale dei dipendenti. Secondo quanto espresso, la vittoria ottenuta dimostra che la mobilitazione ha valore e che solamente un’azione collettiva può correggere rapporti di forza apparentemente immutabili.
I lavoratori hanno ancora molto da fare nei mesi prossimi: occorre continuare a lottare e impegnarsi affinché ogni dipendente sia ricollocato all’interno del tessuto produttivo del territorio. Si chiede quindi il ritiro immediato di tutte le denunce presentate dall’azienda contro i dipendenti che hanno partecipato all’occupazione, considerando che non si può criminalizzare una legittima difesa della dignità lavorativa. Su questo punto, la Regione Campania e il Comune devono intervenire senza indugio per tradurre in atti concreti gli impegni assunti.
La chiusura di uno stabilimento resta una sconfitta per l’economia locale. In una cornice già attraversata da fragilità legate a condizioni di crisi, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Celli Group offre un precedente utile per la città e per il mondo del lavoro—un esempio di come organizzazione, resistenza e solidarietà possano tradursi in diritti concreti e in una difesa collettiva del posto di lavoro.
percorsi di ricollocazione e protezione sociale
Per i mesi a venire è necessario promuovere percorsi mirati di ricollocazione all’interno del tessuto produttivo locale, accompagnati da misure di protezione sociale adeguate e dalla rapida trasformazione degli impegni in atti concreti, al fine di evitare vuoti occupazionali e precarietà prolungate.
denunce, responsabilità e interventi delle istituzioni
È richiesto il ritiro delle denunce presentate dall’azienda nei confronti dei dipendenti che hanno partecipato all’occupazione. Parallelamente, occorre un intervento immediato da parte delle istituzioni regionali e comunali per facilitare la ricollocazione dei lavoratori e rafforzare i meccanismi di supporto al reddito e alla formazione, affinché il passaggio verso nuove mansioni sia rapido e sostenibile.
ruolo delle istituzioni locali
La Regione Campania e il Comune devono attivarsi tempestivamente per tradurre gli impegni assunti in procedure operative concrete, trasformando la solidità dei patti in risultati tangibili per i lavoratori e per l’economia del territorio.
potenziali sviluppi e impegni territoriali
La situazione richiede un impegno permanente da parte dei responsabili aziendali e delle autorità locali per garantire la ricollocazione di ogni dipendente, consolidare i diritti acquisiti durante la vertenza e promuovere un clima di stabilità economica in un contesto industriale fragile. La chiave resta l’azione coordinata tra lavoro, istituzioni e parti sociali per mantenere alto il livello di tutela e prevenire nuove criticità.
Figure chiave della discussione:
- Stefano Ioffredo, segretario provinciale di Napoli di Sinistra Italiana